Il mistero dei Giganti

Buonasera gente! Non tutti sanno che, in Sardegna, ci sono racconti che parlano del “Il mistero dei Giganti” . Voi direte: come sono arrivato a questo, quando qui parlo di viaggi del fine settimana in 4×4? Cosa potrebbe c’entrare con tutto questo? Se seguirete il racconto e le immagini che ho scattato e che ho raccolto nel web, capirete meglio. Seguitemi, in questo fantastico racconto!

Piana della Marmilla.
Questa è un’immagine presa dal Web di una foto scattata nel 1950 del nuraghe di Barumini , prima che iniziasseri gli scavi. Era totalmente sotterrata da tonnellate di terra alluvionale, al contrario di molti nuraghi del resto della Sardegna
Nuraghe Barumini durante i primi scavi
Nuraghe Barumini in ristrutturazione e proseguimento degli scavi
Nuraghe di Barumini oggi

Introduzione

Migliaia di anni fa la Sardegna ospitava una delle culture più misteriose di tutto il  mondo antico: la misteriosa cultura nuragica. Esistono migliaia di siti archeologici in tutta l’isola. Ci sono nuraghi, siti megalitici, Tombe dei Giganti, Menir di enormi dimensioni, e addirittura una Piramide a forma di Zigurath.

Nuraghe Serbissi nelle vicinanze di Ussassai
Tomba dei Giganti Illoi, nel territorio di Sedilo
Tomba dei Giganti di Coddu Ecchiu (o Capichera), Esedra, località Arzachena
Monte d’Accoddi è situato nella Nurra, nel nord-occidentale della Sardegna, e più precisamente nel comune di Sassari
Menir a forma ogivale situati nella località di Goni, vallata della Marmilla.

La Sardegna raccontata in maniera diversa

Il nome Giganti, e le strutture megalitiche, fanno pensare a una certa disposizione ai miti. I Giganti vengono nominati in tantissime culture di tutto il mondo: dal Sud America a Tiwanaku, in Turchia, poi si passa in Cina, nel resto dell’Europa e in tantissime altre parti del mondo. Ne parlano addirittura le sacre scritture, come la Bibbia e altri testi sacri, di esseri enormi , alti dai 2.5 mt sino ai 3.5 mt , che costruirono siti megalitici.

Nel 1974 furono trovati i Giganti di Monte Prama, famosissime sculture in pietra di arenaria, alte più di 2,5 metri. Le opinioni comuni degli archeologi sono che queste furono costruite dagli etruschi, perchè lo stile era proprio quello. Il fatto è che assomigliano in tutto per tutto alle statuine di bronzo nuragiche, tranne che per gli occhi, enormi e a forma di cerchio. Queste statue non furono mai esposte, sino agli anni 2000, forse perché non rispecchiavano i canoni standard della storia della Sardegna?

immagine ravvicinata dei “Giganti di Monte Prama”. Il viso è totalmente diverso dello stile dei bronzetti, ritrovati in tutti i nuraghi durante gli scavi.
I Giganti di Monte Prama
Bronzetto “tipo” ritrovati in quasi tutti i siti archeologici. Notare la somiglianza e lo stile dei Giganti, ma con diverso tipo di viso.

Ricollegamenti alla Mesopotamia

Altre statue, che assomigliano ai “Giganti di Monte Prama” per la forma degli occhi, sono quelle che sono state ritrovate in Iraq a Ba’quba, chiamate “Statuette di Tell Hasmar”, risalenti al periodo Assiro-Babilonese. Gli archeologi dissero che potevano venire dalla vecchia Mesopotamia, dunque dagli Anunnaki, la stirpe di giganti alati descritta negli antichi testi sumeri e dipinti nei templi di Babilonia. Altro riscontro è che, nella lingua sarda, ci sono similitudini con antiche lingue sumere. Sta a significare che ci sia stata un’influenza tra le due culture?

Statuine Adoratrici ritrovate in Mesopotamia, Museo in Iraq.

Poema epico in lingua accadica della prima metà del II millenio a.C., viene specificato l’intero procedimento, «che un dio venga immolato e quindi gli dei si purificheranno mediante immersione. Con la sua carne e con il suo sangue possa Nintu mescolare l’argilla, in modo che dio e uomo siano mescolati insieme nell’argilla… essi risposero sì, i grandi Anunnaki (nome sumero accadico per indicare gli elohim. Nda), i responsabili dei destini».

Sa domu de S’Orcu

A Siddi, un paesino della Marmilla, c’è la tomba dei Giganti chiamata “Sa domu S’Orcu” , la casa dell’Orco, Una struttura composta da blocchi di pietra che superano il peso di 12 Tonnellate. Un’altra cosa molto strana è che in più di 800 siti , sono stati trovati solo, meno di 100 salme. Una cosa strana, dato che sono considerati siti Funerari. Ma allora dove sono andate le Ossa dei Giganti?

Le ipotesi sono che Le costruzioni megalitiche siano state costruite sopra i giganti, per onorare le loro spoglie? Durante uno scavo archeologico, nel 1979 a Sardara, fu scoperto uno scheletro di un Gigante vicino alla vecchia chiesa, con tutto il suo corredo funerario. Storie di paesi, raccontano di ritrovamenti di ossa, Teschi, femori lunghi più di 60 cm. Tutti questi , per motivi che ancora non sappiamo, scomparvero nel nulla, e nessuno sa dove siano.

Tomba dei Giganti, “Sa domu de S’Orcu”, in italiano, “la casa dell’Orco”. a Siddi
Tomba dei Giganti, “Sa domu de S’Orcu”, in italiano, “la casa dell’Orco”. a Siddi

Disegni celesti?

Nel Museo di Laconi c’è un Menir con una raffigurazione alata ed una freccia. Il significato di questi due simboli in rilievo significa:  figura che discende, in viaggio da un punto ad un altro. Una figura che discende da un’altra dimensione, esseri venuti dal cielo. Gli osservatori mandati da Dio?

Menir che si trova nel museo di Laconi.

Gli Osservatori, erano angeli mandati da Dio per osservare il genere umano, ma ribellandosi, si mischiarono all’uomo, generando degli Esseri mutati: i Giganti. Dall’uomo vennero considerarti dei, mentre in seguito, Dio li volle spazzare via con il diluvio universale. Alcuni sopravissero e si misero a costruire queste strutture megalitiche in tutto il mondo. Questi eventi potrebbero coincidere con gli eventi che colpirono l’isola, dal sud Sardegna per tutto il campidano, infatti, si vedono chiaramente i segni di erosione che ci sono nelle montagne e nelle grandi colline segnate da un’enorme onda. Ma davvero i Giganti abitarono questa terra?

Area che riguarderebbe l’onda che colpì la Sardegna tantissimi anni fa.
Un video che fa capire che le teorie di una grande onda che ricoprì tutta la valle (foto precedente) potrebbero essere rafforzate da queste immagini che descrivono decine di nuraghi ricoperti di terra alluvionale.

Il nuraghe Sant’ Antine è uno dei più grandi nuraghi di Sardegna e l’unico a tre nicchie. Anch’esso si rispecchia alla costellazione delle Pleadi, e questo fa parte di uno schema di altri nuraghi che disegnano la costellazione delle pleadi che, per i Maya e i Cherokee, erano considerate il luogo dei loro creatori.

Nuraghe Sant Antine a Torralba. L’unico in Sardegna a tre nicchie che rispecchiano un disegna della costellazione delle Pleadi
Ricostruzione della costellazione delle pleadi con la sovrapposizione dei punti dove ci sono presenti i nuraghi in località Torralba. I punti coincidono.

Nel isola, per secoli, sono state raccontati miti, leggende dell’esistenza di questa razza, che si estinse, furono raccontate le loro vicende, si dice che furono ritrovati i resti, costruirono grandi monumenti e tramandarono all’uomo alcune conoscenze, ma di loro nulla! E se qualcuno trovò qualcosa per dimostrare la loro esistenza, fecero sparire tutto. I tasselli, in un modo o nell’altro, combaciano, ma purtroppo non ci sono prove materiali.

Questa è l’unica foto che ritrae un dente ritrovato nelle campagne della zona che stiamo raccontando. Il dente sparì nel nulla poco dopo che fu dato in consegna per analizzarlo a Cagliari.

Queste storie saranno vere? Ho cercato di raccontare un aspetto misterioso della mia terra, di esseri giganti che misero in piedi monumenti che divennero famosi nel mondo. Questi miti si rispecchiano in tantissime culture di tutta la terra e si collegano con racconti biblici dell’interferenza e delle punizioni divine raccontate nella bibbia, Genesi 6:1-8.

La genesi

Conclusione

In questo fine settimana abbiamo visitato moltissimi siti archeologici, tutti raggiungibili e visibili anche dalla strada. Ho sentito molti anziani del paese raccontare tante storie su questi miti, vallate grandissime dove si possono notare, anche a distanza, i segni di erosione dell’acqua di millenni di anni fa. Sta di fatto che questo antico popolo costruì dei monumenti che tutt’ora non si sa ancora a che cosa potessero servire. Il fascino del mistero, quest’isola ce l’ha, e a me piace tantissimo.

Spero che il mio racconto vi sia piaciuto. Verità o fantasia? Quest’ultima mi affascina di più e poi sembra molto intrigante.

Vi ringrazio per aver dedicato del tempo al mio blog e spero che ritornerete a leggere nuovi articoli e curiosità. Se vi è piaciuto potete iscrivervi e soprattutto condividete agli amici questo post . Un saluto e che dire…….Ciao a tutti! Ci vediamo al prossimo articolo……

Quì sotto i libri del ricercatore Augusto Mulas che sostiene la teoria della grande onda che spazzò via popolazioni migliaia di anni fa.

Statuine Tell Asmar (Iraq)

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è tell-Hasmar.jpg

Gli scavi nei templi dedicati alle divinità hanno portato alla luce molte statue e statuette in alabastro che poi vennero chiamate “statue degli oratori” per via della posizione di preghiera che le caratterizza. Queste statue venivano collocate nei templi degli dèi in modo da rappresentare continuamente l’orante, dato che di persona non potevano essere presenti di continuo per la preghiera.

Nella foto si vedono le undici, delle dodici, “statue degli oranti” ritrovate a Tell Asmar (Iraq) durante la campagna di scavi condotta tra il 1933 e 1934. Le statuette erano seppellite sotto al pavimento di un tempio dedicato al dio Abu (una divinità minore legata alla vegetazione e alla fertilità), il modo ordinato in cui erano posizionate si capisce che erano state sepolte intenzionalmente.

Le statue di Tell Asmar risalgono ad un periodo compreso tra il 2900 a.C. e il 2500 a.C. e variano in altezza da 21 cm a 72 cm. Delle dodici statue dieci sono di sesso maschile e due di sesso femminile. Alcuni archeologi, quando ritrovarono i Giganti di Monte Pramma in Sardegna dissero subito che lo stile di lavorazione della pietra, avessero l’influenza dello stile sumero dato le fattezze dei grandi occhi delle enormi statue.

Genesi 6,1-8

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Angeli_caduti-684x1024.jpg

Genesi 6,1-8
1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, 2 i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. 3 Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni».
4 C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.
5 Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. 6 E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne
addolorò in cuor suo. 7 Il Signore disse: «Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con l’uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d’averli fatti». 8 Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore.

Quì sotto i libri del ricercatore Augusto Mulas che sostiene la teoria della grande onda che spazzò via popolazioni migliaia di anni fa.

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12 risposte a “Il mistero dei Giganti”

  1. Un racconto fantastico e foto spettacolari di statue gigantesche e nuraghi di cui non si è mai saputo l’esistenza e l’origine, brava che metti in luce posti nuovi in questo posto selvaggio ma bellissimo

  2. Sono sempre stata affascinata da questo tipo di sculture. Nel nostro primo in the road sulla costa francese abbiamo scoperto diversi siti di Mehir. Da allora vado sempre in cerca di siti storici, più antichi possibile. Devo assolutamente venire in Sardegna!

  3. Ylenia Pravisani dice:

    Mi hai incuriosito con questo tuo itinerario archeologico e la storia dei giganti. Io amo la fantasia e spesso luoghi come questo si prestano ad immaginare cosa realmente succedeva nell’antichità.
    l’Italia è talmente ricca di storia e posti magnifici che meriterebbero di essere raccontati!
    Grazie mille per aver condiviso la tua esperienza, la tengo tra le idee di viaggio 🙂

  4. cla dice:

    Non conoscevo questa parte della Sardegna. Si prende in considerazione quest’isola per il mare e invece c’è molto da scoprire.

  5. Più scopro la storia della Sardegna (anche grazie a te), più non vedo l’ora di visitarla. Hai fatto luce su molti aspetti storici di cui non avevo idea!

  6. anna di dice:

    E’ affascinante questa storia dei giganti e tutte le fantasie che ruotano attorno a loro. Non avevo mai sentito nè letto nulla la riguardo e devo dirti che questa cosa mi piace tantissimo, rende ancora più attraente la Sardegna, anche se non ne ha bisogno

  7. Ritrovo dei collegamenti con il Salento anche se qui non ci sono i Giganti. Starei ore ed ore a leggere queste storie, secondo me c’è sempre un fondo di verità. Mi sa che devo spulciare il tuo blog per bene. 😉

    1. Orso dice:Autore

      Grazie Sara, ne sarei molto felice….Ho tante cose da far conoscere….

  8. Annalisa dice:

    Io sono stata a Tiwanaku, dove si parla di giganti e ci sono raffigurazioni alate con freccia…veramente molto interessante questo articolo che mette a confronto tutti questi reperti storici. Complimenti!

  9. Un racconto originalissimo. Qualcosa sull’argomento devo averla letta sui alcuni libri di storia. Non ho mai pensato a collegare questo aspetto con un viaggio in sardegna!

    1. Orso dice:Autore

      La mia ricerca risale ad una decina di anni fa, per passione sul mistero e dei racconti che ho sentito anche da mio padre, essendo Sardo , l’argomento “Giganti” è sempre esistito… Mentre ci sono state delle trasmissioni inerenti alla questione che ha fatto Giacobbo su Freedom Rai 4…..

  10. Con i tuoi articoli sulla Sardegna ci fai sempre scoprire particolarita’ interessanti sulla tua terra bellissima…non avevo proprio idea che esistessero questi giganti e mi piacerebbe approfondire! Grazie!

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