Archivio dei tag 4×4

Testata del Discovery 300.

Oggi parleremo di meccanica. Dopo che il 4×4 ha percorso circa 250.000 Km e qualche probblema di surriscaldamento (Segui il LINK), è arrivata l’ora di rifare la guarnizione testata del Discovery. D’altronde la categoria meccanica, nasce, perchè è grazie al mio fuoristrada che possiamo visitare luoghi stupendi che vi mostro e vi racconto nella categoria Escursioni (Segui il LINK) dunque manutenzione e guasti meccanici fanno parte del gioco!

Processo di smontaggio della testata del Discovery

Ritagliandomi del tempo, nel tardo pomeriggio, ho cominciato a smontare la testata seguendo questa sequenza: tubi di raccordi della turbina (Segui il LINK), filtro aria, scarico dal collettore, collettore di aspirazione e quello di scarico.

La bancata desta ora è libera; passiamo a quella più complessa che è la sinistra. Come prima cosa ho smontato i tubicini del gasolio che vanno agli iniettori, i collegamenti delle candelette, i tubi dell’acqua che vanno al termostato e che collegano alla pompa, il copri-valvole ed il castelletto dei martelletti delle valvole.

Inidicazioni importanti

Mentre estraevo il castelletto sono stato molto attento a non perdere i bicchierini che ci sono tra i martelletti e le valvole. Subito dopo ho estratto i bilancieri mettendoli in un pezzo di cartone in sequenza di come li ho estratti. In seguito sono passato allo smontaggio del corpo testata del Discovery, seguendo la sequenza esatta di smontaggio, questo per non danneggiare la testata.

Sequenza di smontaggio bulloni testa

Questa è la sequenza che bisogna rispettare per smontare la testata.

Quì sotto c’è un breve filmato

Una volta rimossa la testata l’ho messo sul banco e lì c’è stata un’altra sorpresa…..la testata è da buttare. Foto 1 e 2.

Alcuni travasi dell’acqua si sono corrosi sino alla camera di scoppio “Foto 1”

Alcuni travasi dell’acqua si sono corrosi sino alla camera di scoppio “Foto 2”

Conclusioni sul da farsi

Pensando e valutando le cose ho deciso di prendere tutto nuovo! Gironzolando sul web ho trovato tutto il necessario e ho deciso di fare l’acquisto: Testata, valvole, rondelline per gli iniettori, guarnizione testa, 18 nuovi bulloni per stringere la testata e altre piccole cose al prezzo di una testata usata in uno sfascia-carrozze……. Una settimana dopo ecco arrivare il pacco a casa!

Scatola con dentro la testata e accessori
Testata nuova.

Appunto importante!

Durante l’acquisto bisogna fare attenzione che ogni tipo di testata del Discovery ha il suo tipo di guarnizione. Io ho preso la testata maggiorata, che nelle sue note indica il tipo di guarnizione che va ad accoppiarsi con essa. E’ differente dalle classiche. Attenzione durante la scelta!

Fase di rimontaggio

Come un bambino prendo tutto e comincio il montaggio. Prima di tutto, avendo comprato la testata e valvole nuove, ho eseguito un’operazione molto importante: la LAPPATURA delle valvole e cioè dare una finitura di precisione, tramite una polvere o paste abrasive su un supporto metallico simile all’oggetto da lappare. Operazione necessaria e molto importante se si mettono delle valvole nuove in una testata nuova. I due elementi devovono avere una sede di contatto perfetta in modo tale da non sfiatare.

Quì sotto c’è il filmato di come ho fatto la Lappatura delle valvole 

Dopo aver eseguito l’operazione ho lavato ed asciugato attentamente e con accortezza il tutto , ho montato le valvole, con le loro molle, piattelli e rondelle di spessore dopo di che ho iniziato il  travaso dei pezzi dalla vecchia testata  a quella nuova. Questa operazione l’ho fatta a testata già montata.

Testata pronta al montaggio

Adesso, però, faccio un passo indietro: ho pulito il monoblocco , prima con una lametta, poi lucidata con carta abrasiva 1000 a secco, soffiata e poi ripulita con diluente. La fase successiva, è stata di mettere la guarnizione della testa , prendere la testata in due persone, perchè un pò pesantina, e metterla in sede. A questo punto dopo aver messo i bulloni nuovi nei suoi rispettivi alloggiamenti, ho dovuto chiamare un’ parente di casa che ha la chiave dinamometrica ed la piastra graduata essendo io sprovvisto di questi due strumenti. Questa operazione l’ho eseguita in 4 fasi, Dopo di che ho rimontato il castelletto ed eseguito le regolazioni delle valvole.

Sequenza di rimontaggio

Dati tecnici

Il serraggio della testata va fatta, secondo il manuale LR, in 4 fasi:

1° fase, chiusura a 40 NM

2° fase , con la piastra graduata, si stringono tutti i bulloni di altri 60° sempre seguendo la sequenza di serraggio.

3° fase, nuovamente di altri 60° , tutti bulloni , sempre seguendo la sequenza 

4° fase, rispettando la sequenza 1 2 7 8 9 10 15 16 17 e 18 di altri 20°


Piastra graduata per serrare la testata in gradi

Fatto questo ho continuato il montaggio di tutti i suoi accessori: gli  Iniettori,  ed i suoi tubicini di recupero.

Candelette, pulite, spazzolate, rimontate e connesse con i suoi rispettivi collegamenti elettrici. Collettori, raccorderia varia dei tubi che vanno alla turbina ecc ecc….

Monoblocco pronto ad accogliere la nuova testata
Lavoro ultimato

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Circolo Ricreativo da Mario Palmas Arborea-Oristano
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Camperizzazione del mio 4×4 parte 2

SERBATOIO DELL’ACQUA

Salve ragazzi. Oggi vi mostrerò come ho installato l’autoclave per pescare l’acqua da una semplice tanica da 20 o da 10 litri, per accomodare le mie esigenze , sia per lavarmi le mani che per lavare piatti e le stoviglie.

Proseguiamo la Camperizazione del mio 4×4 (segui il LINK) . Oggi mi sono procurato due taniche da 20 lt ed ho sfruttato i due spazi laterali nel cofano, smontando i sedili del sesto e del settimo posto, dato che sto parlando di un L. R. Discovery 300 . In questa nicchia gli ho inserito la tanica , ma prima ancora, sul fondo del pavimento ho posizionato l’autoclave alimentata a 12V. con un piccolo ripiano. (Foto 1 della Camperizzazione).

Tramite un tubo di gomma , pesca dalla tanica e la convoglia direttamente al rubinetto, Da questo con un raccordo (come in foto 4 della Camperizzazione), posso diramarla con delle prolunghe in tutte le posizioni dell’auto, sia nello sportellone posteriore, per lavare le stoviglie che sul lato dell’auto per farsi una bella doccia dopo aver passato una bellissima giornata al mare.

Direttamente dalla batteria ho tirato un cavo positivo rosso (+) con un fusibile da 20 A , posizionato vicino alla batteria, un interruttore e due prese tipo accendi-sigari per alimentare l’autoclave nel cofano posteriore.

La presa di alimentazione dell’autoclave è la classica presa per accendisigari, predisposta già all’acquisto. Per quanto riguarda le tubazioni ho usato il classico tubo da giardino. Un impianto semplice, economico ma efficiente.

Accessori e il materiale che ho utilizzato per la mia Camperizzazione

  • – Tubo classico da giardino
  • – Autoclave a 12V
  • – Rubinetto e raccordi
  • Fascette in ferro per stringere i tubi
  • – N° 2 prese per accendino
  • – Presa classica per alimentare l’autoclave
  • – Interruttore
  • – Tanica da 10 litri
  • – Taniche da 20 litri
  • Disinfettante apposito per l’acqua o la classica AMUCHINA. (Rispettare le dosi)
  • Piccoli pezzetti di tubo , di diametro minore per raccordare i tubi all’autoclave
  • Viti per legno
  • Tavoletta di multistrato
  • n° 2 accendisigari
  • – Capicorda

Attrezzatura usata:

  • –  Forbici
  • –  Avvitatore
  • –  Seghetto alternativo
  • –  Pinzatrice per fissare la moquette

Foto illustrative

(Foto 1) Camperizzazione: autoclave con la descrizione dei tubi dell’andata e della mandata dell’acqua.
(Foto 2) Tubo di pescata dell’acqua.
(Foto 3) Interruttore di alimentazione con in evidenza un rubinetto di sicurezza.
(Foto 4 ) Tanichetta da 10 lt ed in primo piano il raccordo di innesto per inserire le prolunghe.
(Foto 5) Tubo di uscita dell’acqua.
(Foto 6) Prese di accendi-sigari, alimentate e con un fusubile da 20 Amp, per alimentare l’autoclave.

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Camperizzazione del mio 4×4 Parte1

Camperizzazione – allestrimento piano cottura

Una delle cose essenziali per avere una comodità di tipo base in un 4×4 è la Camperizzazione. Il significato di Allestimento è l’arredo di componenti permanentemente oppure no in modo da permettere il soggiorno dei suoi occupanti. Nel caso di un 4×4, l’allestimento deve essere costruito in parte all’interno e in parte all’esterno in modo provvisorio e facile da smontare. Volete saperne di più? seguitemi in questo articolo che spiegherò che cosa ho fatto newl mio Discovery per rendere il viaggio più confortevole.

Il Piano-Cottura

Come prima cosa, per iniziare la camperizzazione, ho realizzato il piano cottura che serve per appoggiare il fornelletto a gas, con delle prolunghe scorrevoli in modo da appoggiare una bacinella in silicone ripieghevole per utilizzarla per la verdura, o per lavare i piatti una volta finito il pranzo.

Accessori utili per la costruzione
Binari di 40 cm
Ripiano posizionato con le cerniere e dei nastri arancioni , molto resistenti , come fine corsa
Cerniere dei mobili
Durante le misurazioni, ho posizionato , senza fissare nulla, tutti gli accessori per alloggiare il lavandino
Fissaggio dei binari al ripiano per mezzo di rivetti.
Ripiano ultimato.
Camperizzazione e allestimento ultimato del piano cottura: Fornellino da campo, Lavandino ripieghevole in silicone, luce a led a batteria per illuminare durante la notte.

Materiale utilizzato

Per costruirlo ho utilizzato :

  • una lastra di acciaio.
  • una maniglia
  • dei cardini per i mobili
  • del nastro in tela delle cinghie a crik per carico
  • due guide per cassetti scorrevoli in ferro
  • chiusure a clik
  • rivetti da 3mm
  • Viti autoforanti da ferro

Descrizione per iniziare la camperizzazione

Ho preso la lastra in acciaio di spessore 1mm, l’ho tagliata alle dimensioni di 500mm x 400mm, gli ho praticato dei fori da 3,5mm con un punta da ferro per mezzo di un trapano ed gli ho fissato i cardini con dei rivetti alla stessa piastra.

In un negozio vicino al mio paese ho trovato una bacinella in silicone ripieghevole, utilissima e molto comoda , dato che si ripiega su se stesso e si può riporre in piccoli spazi. Per utilizzare al meglio e rendere un unico ripiano per cucinare, lavare la verdura, le posate, ho aggiunto delle guide in ferro scorrevoli e le ho fissate con i rivetti. Queste (come in foto) si allungano e creano un alloggiamento per il contenitore in silicone. Si passa alla maniglia e poi alla chiusure a clik, il tutto fissato con rivetti. Ultimato il montaggio dei componenti , con delle viti autoforanti da ferro ho fissato il ripiano allo sportellone dell’auto. Le cinghie mi servono per reggere il tutto e tenere tutto a livello.

Qui sotto, il video di un amico che ha iniziato così la camperizzare del suo camion. Guardatelo è un grande….

Attrezzatura e utensili utilizzati

Il risultato finale

Ripiano per appoggiare oggetti che può trasformarsi in piano cottura , all’occorrenza.
Camperizzazione e alestimento interno del mio baule dell’auto. Questa è un versione che ho adottato. Ma c’è da lavorare perchè si deve sempre migliorare

Nella foto sopra c’è il primo allestimento fai da te, per il baule che ho adottato. Ma ho in mente di aggiornare e ricostruirlo in tutt’altro modo. Come si può notare il lavandino in silicone , ripiegato , viene posto in uno spazio veramente ridotto.

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omologazione gomme????? Come comportarsi !

IL CETOC

Guardando qua e là nei vari forum, gruppi dei social, ho notato che che ci sono poche informazioni sul come comportarsi e procedere per regolarizzare e mettere a libretto gli allestimenti speciali dei nostri 4×4 . Oggi vi descriverò la mia esperienza per quanto riguarda l’ omologazione gomme delle gomme maggiorate. Seguitemi nella lettura!

Sono in possesso di un L.R. Discovery 300 del 98 , e appena acquistato ho deciso di vendere le vecchie gomme, non a libretto, e comprarne di più grandi. Nel documento di circolazione, ci sono omologate le 235/70/16 e le 235/80/16, e per questo , per non esagerare sia per il tipo di richiesta e nel salvaguardare la resistenza dei semiassi ho deciso di affrontare il calvario dell’omologazione pneumatici , decidendo di montare le 235/85/16.

OPERAZIONI DA FARE PER OMOLOGARE

a – Il primo passo è stato: scaricare il modulo apposito riguardante la richiesta di omologazione gomme (modello LR2 rev.4) dal sito del CETOC   Link per scaricare il modulo.

b – Ho fatto le fotografie con il cellulare del libretto di circolazione, della carta d’identità e del codice fiscale in più del modello del cetoc compilato in ogni sua parte.

C – Foto e modello LR2 rev.4 spedito tramite mail all’indirizzo jaguarlandrover@cetoc.it dopo di che ho atteso la risposta

d – Una volta ricevuta la risposta tramite lettera  di esito positivo ho seguito le istruzioni .  Dopo che ho effettuato il bonifico, ho atteso altri 20 , 25 giorni se non più, che mi arrivasse la lettera che tanto aspettavo del “Nulla Osta della casa costruttrice della L.R.”. Ma non è finita.

e- Il passo successivo è stato l’acquisto delle gomme. Dopo averle montate, mi sono fatto rilasciare dal gommista un foglio di corretto montaggio. Nel foglio deve essere specificata la misura , la marca  del treno di gomme con la dicitura del tipo di auto, telaio e targa con l’intestatario della macchina firmato e timbrato dal gommista.

f- Da qui in poi, sino al giorno del collaudo alla motorizzazione ,  l’auto non ha potuto circolare su strada con quel tipo di gomme.

E non è finita! proseguiamo per omologare le gomme

Tornando a noi! Ho preso tutti i documenti riguardante le gomme da omologare e cioè: certificato del CETOC o NULLAOSTA, foglio di corretto montaggio delle gomme, libretto di circolazione, carta d’identità , con i bollettini che mi hanno rilasciato dalla motorizzazione, sono andato in posta e ho pagato. Fatto tutto questo sono tornato negli uffici e ho fatto la prenotazione. Anche questa è stata un’attesa un pò lunghina……

Dopo la mattinata passata alla motorizzazione il collaudo è passato tranquillamente senza nessun problema. L’ingegnere ha fatto tutti i suoi controlli e poi dopo la parte burocratica e cartacea, sono tornato a casa con un sorriso a 36 denti più altri due.

Questa è stata la mia esperienza per l’omologazione gomme. Tempo trascorso 6 mesi…..

CONCLUSIONE

Per quanto riguarda gli allestimenti, tipo , paraurti uso gravoso, verricelli, snorkel e altre cose vi consiglio, quando comprate gli accessori che necessitano di omologazione, di farvi rilasciare sempre il certificato di provenienza di costruzione, perchè è una cosa che richiedono in motorizzazione ed è obbligatoria presentarla. In mancanza di questa, non possono accettare la richiesta.

Poi un’altra cosa importantissima, il certificato di corretto montaggio da un’officina autorizzata all’installazione di accessori e allestimenti speciali delle auto. L’officina si deve trovare nella stessa provincia in cui si trova la motorizzazione.

AGGIORNAMENTI E PRENOTAZIONI COLLAUDI / OMOLOGAZIONI PNEUMATICI nel periodo Corona Virus

PS ….Questo è un aggiornamento per il periodo che stiamo affrontando del CORONA Virus. Per presentarsi alla motorizzazione, bisogna prenotare il ritiro dei documenti all’indirizzo e-mail Veicoli.upor@mit.gov.it oppure scaricare i moduli da compirare al https://www.ilportaledellautomobilista.it per poi fare sempre la prenotazione all’Email che ho descritto sopra per presentarli e ricevere la data del collaudo/omologazione

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Cascata di San Valentino “Sadali”

Domenica mattina

Un pò di tempo fà , prima di questi momenti difficili che tutti noi stiamo passando , abbiamo organizzato una passeggiata a Belvì, in solitaria, per fare una gita in questi boschi, e perchè nò, approfittare del ristorantino del posto per assaggiare i funghi porcini della zona . Andare a Sadali, il paese della Cascata di San valentino, non era proprio in programma. Volete sapere come è andata questa bellissima giornata “improvvisata”? Oggi vi porterò , prima Belvì e poi, dopo una lunga strada tutta in off road, a Sadali.

Voglia di funghi porcini

Da Oristano, ci s’impiega una buona ora, la strada è piena di curve, ma vi assicuro che i paesaggi sono fantastici da vedere.

Giunti a Belvì ci fermiamo in questo  bar ristorante, che si trova nella strada principale. Salutato il proprietario  e dopo aver bevuto un aperitivo, ci sediamo. Il titolare del ristorante ci propone un bel piatto di tagliatelle fatte in casa con funghi porcini. Che dire: non accettiamo il consiglio? CERTO che si!

Assaporiamo il piatto , ed è delizioso. Soddisfatti dalla pietanza e fatta pure la scarpetta, decidiamo di mangiarci anche un contorno, poi un caffè e subito dopo chiediamo il conto. Nel mentre che stiamo aspettando, apro le traccie GPS (segui il LINK) e decidiamo di seguire lo sterrato con il nostro 4×4 e continuare a vedere i paesaggi dell’interno. Scegliamo insieme, di andare a Sadali e vedere la cascata di San Valentino. Salutiamo il gestore del locale, gli facciamo i complimenti per il pranzo , però adesso, è ora d’incamminarci .

Si parte

Prendiamo la traccia che avevo e partiamo. La discesa ci porta al Flumendosa. Non essendoci nessuna struttura per attraversarlo lo dobbiamo guadare. Il fiume, è abbastanza profondo,lo ispeziono a piedi e poi vado, l’acqua è abbastanza alta ma il fondale è compatto, un pò di acqua nell’abitacolo ma nessun problema. Dopo che lo abbiamo attraversato , si riparte e inizia la salita.

Incontri piacevoli

Incontriamo delle mucche, che ci guardano incuriosite dal nostro passaggio, e dopo un bel pò di chilometri percorsi di tutto fuoristrada, arriviamo in cima alla montagna da dove si vede Sadali. Arriviamo…..Andiamo a vedere le Cascate di San Valentino…..Proseguiamo per una discesa, molto lunga e stretta, scavate dall’acqua per le piogge torrenziali che stanno colpendo l’isola sempre più di frequente.  Finalmente all’ultimo tratto di strada che è in una linea taglia-fuoco enorme, e da lì , si vede il paese sempre più vicino.

Arrivati in Sadali, cerco la piazza in cui si trova la chiesa dove è ubicata la Cascata di San Valentino.Voi direte: la cascata nella piazza della chiesa? Si proprio lì! Destra Sinistra arriviamo in una piazzetta secondaria e troviamo delle transenne e delle bancarelle. A quel punto parcheggio, scendiamo dalla macchina e andiamo a chiedere informazioni.


Festa del paese

Ci informano e veniamo a sapere che stanno festeggiando il patrono del paese che è: San Valentino (cliccando questo link si legge dei 10 consigli per festeggiare San Valentino di I viaggi di Ciopilla) Una coincidenza incredibile degli eventi. Come ogni festa che si dica c’è la messa e la processione per festeggiare il Santo . Aspettiamo la processione e ci accodiamo. Mentre camminiamo,  ammiriamo il paese in tutte le sue caratteristiche, e devo dire che è veramente carino e caratteristico. Poi, il giorno in particolare era vestito a festa, pieno di fiori e festoni, tipici delle nostre feste Sarde. Arriviamo alla chiesa, il Santo entra,  dopo la benedizione, noi ci stacchiamo dal gruppo e ci dirigiamo alla Cascata di San Valentino , come detto precedentemente a pochi metri dalla piazza. Da li si vede questo spettacolo. Sul fianco della cascata si erge un mulino con tutti i suoi attrezzi messi lì come da museo. Davanti ad esso c’è una piscina artificiale e facendo attenzione si possono vedere anche delle trote, alcune di grossa taglia, che nuotano indisturbate.

E’ ora di tornare a casa

Si sta facendo tardi ed è ora di rientrare. Facendo la strada a ritroso e una volta arrivati all’auto , saliti a bordo ed allacciate le cinture di sicurezza, decidiamo di prendere la strada più breve per tornare a casa. Anche oggi abbiamo trascorso una bellissima giornata passando in mezzo a boschi, attraversando fiumi con il fuoristrada, siamo arrivati in cima alla montagna dopo svariati chilometri di off-road e poi abbiamo assistito alla festa religiosa del paese di Sadali. La ciliegina sulla torta è stato il mulino sopra la cascata, un capolavoro di architettura antica, il quale una società in tempi remoti ha costruito un paese come Sadali attorno a questa cascata di acqua, sfruttandone le sue capacità idrauliche per lavorare e per sostentare una quasi completa società.

Adesso le foto

Durante la discesa dal paese di Gadoni, sono riuscito a scattare questa foto del Flumendosa, tra gli alberi, visto dall’alto.
Flumendosa. Questo è il punto di attraversamento per continuare nel percorso verso Sadali
Un altro punto più a valle dove si può vedere e scattare altre foto del Flumendosa
Ogni tanto si possono avere dei curiosi e simpatici incontri, e quasi per la maggior parte sembra che si mettano in posa per farsi fotografare.
Pianta di Sughero secolare lungo la strada. Andando in giro per la Sardegna si possono vedere numerosi esemplari di questo genere.
Cartello per direzione Monte Perdedu che porta ad una altitudine di 1330 mt. Il monte più alto della zona di Seulo, sud dei monti del Gennargentu
Vedetta della Forestale che viene utilizzata sopratutto durante la stagione dell’antincendio. Arrivati in cima si può vedere Sadali in lontananza.
Altra vista di questi fantastici monti .
foto presa da Google dove si vede il vecchio mulino, ormai chiuso e coperto dalla vegetazione
Cascata di San Valentino. Ci tengo a precisare che è naturale. In basso dove c’è l’acqua da vicino si possono vedere delle trote che nuotano indisturbate.
I protagonisti……

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Pasquetta in 4×4

La mattina

Ci siamo alzati di buon ora e dopo le faccende di casa, inizio a carico la macchina con: borsa-frigo, tavolino, sedie, fornellino da campo (segui il Link). A questo punto si parte per trascorrere la Pasquetta in 4×4, e quale sarà la nostra prima meta? La nostra meta sarà: ATZARA, paese del buon vino. Il percorso di trasferimento, da casa mia, è di circa 50 Km e la direzione è verso l’entroterra del’isola.

Nel territorio di ATZARA e SORGONO ci sono e si vedono distese di vigneti ad alberello basso. In questa zona c’è la produzione diuno dei vini rossi più buoni  e importanti della Sardegna, L’incontro è nelle vicinanze del paese,  in una area di sosta, per aspettare tutto il resto del gruppo. Passa una mezzoretta e siamo tutti riuniti, il solito saluto, visione delle auto aggiornate con nuove preparazioni e finalmente si parteeee! TUTTI IN MACCHINAAAAaa!

Inizia il Tour di Pasquetta in 4×4

La partenza è piena di adrenalina, perchè non sai cosa ti aspetti (segui il LInk), anche se conosci il percorso. L’area di sosta era in una posizione dove c’erano delle strade laterali in sterrato ed una di queste era la nostra. Partiamo! Inseriamo le 4×4 e subito dopo pochi metri affrontiamo immediatamente una serie di tornanti molto ripidi , ma di facile percorrenza, e dopo pochi chilometri siamo nelle vicinanze del paese di ARITZO.

Il paese di Aritzu, ogni anno, organizzano una delle sagre più famose e conosciute della Sardegna: la sagra della Castagna. Arrivano migliaia di persone da tutta l’isola pernottando in Hotel o B&B per degustare molte pietanze tipiche del posto a base di Castagne.

Dopo aver scattato qualche foto, proseguiamo e ci inoltriamo nuovamente dentro il bosco, seguendo il crinale arriviamo subito a quota 1000 mt e da quì vediamo nuovamente il paese di Aritzo dall’alto.

Montagne di Aritzu

Il percorso continua e avendo fatto un pò tardino alla partenza, decidiamo tutti assieme, di fare una tirata unica sino al rifugio a quota 1100 mt, dove lo utilizzeremo per ripararci dal vento e per pranzare.

E’ ora di pranzo

E’ ora di pranzo, e dopo ever ripulito e ordinato il rifugio, ci sediamo e facciamo le nostre tipiche mega-tavolate con ogni tipo di lecornia. Dopo pranzo decidiamo di dare un’occhiata al 4×4 di uno dei nostri amici, per sistemarla da una perdita di gasolio. Il problema si risolve in men che si dica , by-passando un tubicino di mandata del gasolio. Nel frattempo tutto il resto del gruppo, a parte i bambini che stavano giocando, scattavano foto dal rifugio.

Rifugio a forma di Pinneto_In fondo si vede la vetta del Broncu Spina, Fonni.
Montagne della Sardegna

Si parte per il secondo round.

La carrareccia che percorreremo, ci porterà in una valle incantevole ed esageratamente grande. Molte volte le domande vengono spontanee: ma la Sardegna è davvero così grande?

Lungo in tragitto, ogni tanto, si fanno dei simpatici incontri: dei maialini allo stato brado, ormai incrociati con cinghiali. Dandogli del pane gli avviciniamo e quasi per mettersi in posa riusciamo a scattare delle foto molto caratteristiche e spiritose. Ripartiamo e la nostra prossima tappa è uno dei siti archeologici più caratteristici della Sardegna. Il nuraghe Ruinas.

località del Girgine
La posa dei maialini

Il nuraghe Ruinas il sito più in quota della Sardegna

Il nuraghe Ruinas o Orruinas è composto da tre torri (detto trilobato) e circa 200 capanne sparse intorno a questo. A circa un centinaio di metri ci sono i resti di una tomba dei giganti e tutto il complesso è a  circa 1200 metri. É uno dei siti archeologici più in quota della Sardegna.


Nuraghe Ruinas, o anche chiamato Orruinas.
Nuraghe trilobato situato a 1200 mt SLM

Nuraghe Ruinas, o anche chiamato Orruinas

Si prosegue

Proseguiamo per la nostra strada perchè ancora lunga, ma semplice da percorrere , composta da lunghi sterrati e asfalto che portano ad un ramo del Flumendosa, devastato dall’alluvione degli anni scorsi.

Flumendosa

Scattate qualche altre foto, riprendiamo le auto e arriviamo al lago artificiale del Flumendosa, anch’esso ci da dei fantastici panorami. Disinserite le 4×4 (segui il Link) il percorso è di qualche km su asfalto.

Sosta al Flumendosa

La merenda

Sono già le 5 del pomeriggio ed è ora di un bel caffè sponsorizzato da uno dei nostri amici, che con un grosso inverter (segui il Link) ed una macchinetta del caffè elettrica, accontenta tutti. Poi come sempre , da dove non si sà, spuntano fette di torta e dolcetti di vario genere.

Decidiamo di fare una piccola deviazione che ci porta ad una zona molto bella. Direzione del Bruncu Spina. Entriamo subito nel bosco e le strade cominciano ad essere interessanti, infatti la guida inizia ad essere più impegnativa, da lì le prime dificoltà. Arriviamo in una stradina e ci accorgiamo che questa è un letto di un fiume in secca. Più si va avanti e più diventa stretta e tortuosa, sino al punto che si notano i danni dell’alluvione degli anni scorsi.

Brutti ricordi

Il 18 novembre del 2013 la Sardegna fu devastata dal maltempo, quelle giornate segnarono la vita di molte famiglie sarde e purtroppo alcuni persero la vita. Tutta la regione fu soggetta a questo brutto evento.

Ritornando al tracciato, percorriamo teorica strada e andiamo avanti. Uno dei nostri amici fà da Navigatore all’esterno che dà indicazioni per la giusta traiettoria (segui il Link “consiglio n° 27). Blocchi inseriti ed alcuni tiri di verricello , riusciamo a superare le prime asperità veramente  difficili.

Da passeggiata che era ,si è trasformata in una vera uscita di off road estremo. Le tipiche nostre uscite di Pasquetta in 4×4. Andando avanti , ci accorgiamo che la viabilità e la possibilià di proseguire per quella direzione non era più possibile seguire e il tramonto del sole sopraggiungeva.

Percorriamo a piedi con delle torcie il letto del fiume, ormai secco, per trovare un passaggio. Riusciamo ad andare avanti e portare a dietro tutta la carovana, sino a trovare una carrareccia secondaria nei pressi del bosco, fortunatamente. Con qualche altro passaggio ed una piccola deviazione di emergenza, la prendiamo. Piano piano ed a uno ad uno siamo riusciti ad attraversare questo momento adrenalinico.

La Pasquetta in 4×4 stà per terminare

Una volta usciti dal bosco , raggiungiamo l’asfalto e per una trentina di km, ci raccontiamo al baracchino (CB o Rice-Trasmittente segui il Link “consiglio n° 6”) le avventure dei momenti belli e difficili della giornata. Troviamo un’area di sosta ,ci rilassiamo e scambiamo quattro chiacchere davanti un buon caffè. Stanchi e affaticati, partono le proposte dell’uscita successiva….una gabbia di matti!

Il ritorno è ancora lungo; ci sono parecchi km da percorrere e dopo essere saliti in macchina prendiamo la strada statale che ci porta sino a Nuoro. Dopo di che imbocchiamo la 131 bis facendo una tirata unica sino a Oristano. La Pasquetta in 4×4 è terminata e dopo questa giornata intensa e stupenda arriva il momento del saluto per ognuno di noi.

Un detto sardo che ho imparato da quando sono in Sardegna , dice: pira cotta pira cruda ognunu a domu sua (traduzione) Pera cotta o pera cruda , ognuna a casa sua.

Conclusione

Con questo articolo ho voluto raccontare la fantastica giornata di Pasquetta in 4×4, trascorsa e ho cercato di trasmettere a voi  quello che sento quando mi siedo dietro un volante: esplorare nuovi posti, sia che sia in 4×4 o che sia anche a piedi. In Sardegna c’è ancora questa libertà di movimento per vedere posti bellissimi, conoscere culture antiche, il rispetto per l’ambiente, l’archeologia, natura incontaminata, amicizia e avventura. Non so se in una singola giornata si possano provare tali sensazioni in altri luoghi diversi da questa isola fantastica.

Cascata e guado in alta montagna

Vi ringrazio per aver dedicato del tempo al mio blog e spero che ritornerete a leggere nuovi articoli e curiosità. Se vi è piaciuto potete iscrivervi, ma sopratutto condividete agli amici questo post . Un saluto a tutti! Ci vediamo al prossimo articolo……

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Lo Scouting in 4×4

Che cosa è lo “Scouting”

Lo Scouting, dalla parola Scouting in Inglese signigfica: attività di esplorazione: in ambito militare è una ricognizione per raccogliere informazioni sul nemico e sul territorio; in ambito sportivo del 4×4, Lo Scouting è l’attività di esplorazione del territorio per individuare nuove strade/punti d’interesse o se le traccie conosciute sono ancora percorribili.

Esempio di Carte IGM sc 1:25000 che può aiutarci ad individuare dei tracciati alternativi.
(Esempio di Traccia) Un’immagine da Google Earth che evidenzia una traccia originale (Rossa) con le eventuali varianti (Giallo) che sono necessarie perchè la strada non è più percorribile

Questa attività, nel mondo dell’off road è molto praticata da chi organizza uscite per gli eventuali raduni o tour di più giornate, perchè i soliti tracciati, se non sono particolari, possono diventare noiosi nel percorrerli di continuo. Dunque ci si inoltra in nuove strade che nelle maggior parte dei casi possono portare a dei vicoli cechi, ma in altri a dei punti d’interesse che possono rendere affascinante la futura escursione.

Negli ultimi anni, i cambiamenti climatici stanno colpendo duramente con delle pioggie torrenziali, la nostra Italia. Per quanto riguarda la Sardegna non è da meno, per questo la pratica dello “Scouting” si rende necessaria per questa attività che svolgiamo.

Un esempio

Questa primavera sono andato in montagna vicino a casa mia e ho portato degli amici a visitare dei punti caratteristici del nostro monte. Cave di Perlite nel comune di Marrubiu, La pineta di Mogorella, le vecchie cave di Ossidiana, nel comune di Marrubbiu, e dei luoghi panoramici dove si possono scattare delle bellissime foto. Per arrivare a quest’ultimo volevo percorrere una scorciatoia che conoscevo e percorrevo con facilità per attraversare il versante , ma la sorpresa: la strada non esisteva più. L’acqua aveva scavato un solco in mezzo alla strada e una volta che mi sono addentrato per qualche centinaio di metri a piedi, la ex-carrareccia era totalmente distrutta. In questi casi cosa si fa: punto-uno, subito un reportage fotografico e si comincia a condividerle con gli amici per un’eventuale uscita hard con le dovute autorizzazioni (se concesse) ahahahahaahaa che matti che siamo; punto-due, si torna indietro e si cerca di percorrere delle altre strade alternative , una volta fatta mente locale.

Località Monte Arci . Quì una volte c’era una strada
Località Monte Arci. Durante la passeggiata, per verificare i danni che ha provocato l’acqua abbiamo fatto un’incontro simpatico.

Conclusione

Queste sorprese in una escursione/raduno non possono capitare perche hai a seguito una carovana di auto. Tornare indietro e trovare una seconda strada, sarebbe una fatica immensa e con un risvolto negativo che non immaginiamo. Ecco l’attività dello “Scouting” a cosa serve. Andare una o più volte, giorni prima dell’evento, nel tracciato per verificarlo, visionare, confermarlo con le eventuali varianti , per rendere fruibile il passaggio delle auto e per trovare dei Waypoint/Punti d’Interesse.

Considerazioni

Ci sono tantissime applicazioni nel web per i telefonini e i tablet, che possono fornire centinaia di traccie, gratis e senza probblemi. Ma sono al 100% attendibili? Vorrei mettervi in guardia su queste cose che più di una volta , io personalmente ho avuto modo di provare, la maggior parte delle volte non rispecchiavano la veridicità: strade interrotte; cancelli della forestale ; cancelli di proprietà private; strade rovinate dall’acqua e ormai non più transitabili…..e tante altre cose che le rendono inattendibili. NON POSSONO ESSERE SICURE E NE CERTIFICATE. Dietro ad ogni escursione organizzata c’è tanto lavoro dietro, e tanti chilometri percorsi, e per questo lo Scouting è davvero indispensabile per dare sicurezza.

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Differenziale posteriore del Discovery 300

Ho fatto danno! Differenziale-posteriore del Discovery 300

Una delle cose che vorrei esporvi, oltre ai luoghi in cui vado , curiosità, accessori che compro e realizzo,  AIME’ , sono i guasti meccanici che si vanno incontro percorrendo delle strade impervie. In questo caso vi mostro come ho fatto a sostiturire il Differenziale-posteriore del Discovery 300

In un Week end, dopo aver effettuato delle manovre un pò irruente per attraversare un’ostacolo, mi sono accorto che non avevo più trazione nella trasmissione posteriore. Posizionata l’auto in modo più favorevole ho attraversato l’ostacolo con un tiro di verricello, decidendo di riprendere l’asfalto più vicino.

Smontiamo!

Non avendo più trazione, ho inserito il differenziale centrale, per poi rimettermi in moto. Arrivato a casa ed esaminato il probblema, ho iniziato lo smontaggio.  Dopo aver messo la macchina sui cavalletti, ho smontato le gomme, svitato i 5 bulloni da 17, e poi sfilato con cautela i semiassi. Ho svuotato l’olio del differenziale e riposto in un barattolo per smaltirlo negli appositi centri, smontato l’albero di trasmissione, per poi passare alla boccia del Differenziale-posteriore . E questa era la situazione , se vedete la foto in basso.

Il corpo differenziale è danneggiato (foto 1)
Satelliti e planetari danneggiati (foto 2)
Perno spezzato in 3 pezzi, con residui di ferro, satelliti e planetari logori. (foto 3)

In conclusione, il differenziale è da sostituire. Con grande stupore, data l’entità del danno , la coppia conica era intatta. Dopo un paio di telefonate e l’aiuto di un caro amico, finalmente porto a casa il pezzo di ricambio.

E adesso ? Rimontiamo!

Si comincia a rimontare il tutto….. Dopo aver smontato la corona e rimontata nel nuovo corpo Differenziale posteriore del Discovery 300 , ho alloggiato il tutto nella gabbia porta-pignoni. A questo punto, proseguo con il fissaggio delle torrette, tramite i dadi di regolazione dei cuscinetti, e con lo stringere i bulloni in modo approssimativo; per ora. 

Particolari del corpo differenziale. (foto 4)
Pera,  priva di differenziale. (foto 5)
Nuovo Differenziale-posteriore , pronto al montaggio. (Foto 6)
Fasi di montaggio (foto 7)

Si misura con grande attenzione

A questo punto ho iniziato le regolazioni vere e proprie, spostando il corpo Differenziale posteriore del Discovery 300 tutto verso sinistra come in foto 7 , sino a che , la corona ,non aveva più un movimento, tramite le viti grandi di regolazione dei cuscinetti laterali. A questo punto ho svitato, a poco a poco, l’altra vite opposta sino ad arrivare ad una misura di 0.15mm con il comparatore del gioco corona-pignone. Questa distanza è data dal manuale della Land Rover che parla di stare tra 0.10 a 0.17 mm. Si passa , sucessivamente a stringere i bulloni delle torrette a 90 Nm di carica con una chiave dinamometrica. Fatto questo ho preso il tutto e rimontato nell’auto. 

Regolazioni e fissaggio a 40 Nm. (foto 8)
Misurazione gioco corona-pignone con comparatore: da 0.10 a 0.17 mm. (foto 9)
Misurazione ottenuta definitiva, dopo la regolazione e fissaggio, di 0.15 mm. (Foto 10)

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Circolo Ricreativo da Mario Palmas Arborea-Oristano

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BOLLINGER B1 il fuoristrada del futuro.

Il nascituro 4×4

Buona Sera a tutti , oggi vi voglio parlare di una delle prime auto a 4 ruote motrici elettriche che vorrebbero mettere in produzione negli Stati Uniti. Personalmente , essendo appassionato di auto vorrei sentire suonare la melodia di un motore a scoppio 4 , 6 , 8 cilindri che sia, un cambio manuale e il rumore dello scarico del motore. Io sono un pò perplesso, ma andiamo insieme ad analizzare, spero di essere obbiettivo, questa “diavoleria” americana che forse soppianterà i vecchi fuoristrada e diventeranno i 4×4 del futuro.

Ci porterà al prossimo 4×4? Dati tecnici

La Bollinger B1 nel 2019 forse in futuro, entrerà a far parte del mondo del Fuoristrada. Che cosa è il Bollinger B1? Il La B.B1 , la vorrei chiamare così, è il primo 4×4 elettrico creato dalla giovane start-up newyorkese Bollinger Motors (fondata nel 2014) che con i suoi 367 CV a trazione integrale può raggiungere i 205 Km/h con una autonomia che va dai 180 ai 340 Km.

Un telaio nascituro

Il telaio è in alluminio, dunque molto leggero e flessibile ma resistente. Questi ultimi dati , in off road, sono molto importanti. Importanti perché? Il rapporto peso potenza e molto alto, 1770 kg, e la leggerezza porta ad agilità e in alcuni casi le accelerazioni immediate, sono essenziali in certi percorsi particolari. Per non parlare della potenza: adotta due motori elettrici sulle due assi soluzione che evita di usare l’albero di trasmissione anteriore e posteriore. La potenza è gestita in maniera elettronica ed è rapportata al 50% sui due ponti. Ha un sistema di ammortizzatori idraulici , indipendente sulle quattro ruote , controllati da una centralina  che secondo il terreno posso essere regolati in confort ed in altezza.

Protezioni

Ha delle protezioni in tutte le sue parti delicate del sottoscocca con piastre di alluminio per i sistemi di trazione, tiranteria e a prima vista anche i sottoporta rinforzato. Adotta paraurti a uso gravoso con la predisposizione di un verricello, naturalmente elettrico. Il muso dell’auto e un cofano dunque può essere sfruttato a pieno. Hanno adottato la sistemazione dei due motori congolomerandoli all’interno del telaio

Parliamo della parte elettrica

Le batterie o accumulatori di corrente, sono suddivise in due parti: una da 60Kw e le altre da 100 Kw, questo per programmare la durata del viaggio. 60 Kw per i 180 km di percorrenza mentre i 100 kw per i 340 km. Tutte le batterie sono protette da involucri di metallo impermeabili. Altra ciliegina che ha questo fuoristrada è che ha in dotazione un’inverter che sfrutta le batterie e trasforma la corrente per gli utensili in caso di necessità. In questo caso essendo un mezzo americano ,USA, il voltaggio di uscita dell’inverter sarà di 110 V. Non ho notizie per questi punti.

Conclusioni

 L’aspetto è molto spartano, rustico, spigolosi ma anche semplice. Più ho osservavo e studiato questo mezzo, più mi ha attirato. Devo dire la verità : sono partito già con diffidenza a guardare , scrutare, cercare difetti, per screditare questa “Diavoleria” ma a fine dei conti il mio giudizio è che mi piace, anche se per me 340 km di autonomia sono veramente pochi ed è troppo spartana, ma ci può stare! Sono curioso e non mancherò di informarvi subito, perché nell’intervista accennano che in futuro, l’auto verrà dotata di un sistema di ricarica veloce e forse di un sistema fotovoltaico per prolungare l’autonomia. Nel 2018 doveva essere previsto un prezzo di 60.000 dollari, certamente non pochini, ma per essere il primo 4×4 elettrico degno di essere descritto, pensandoci bene non è da scartare.

Tutto questo è stato studiato sulla carta, ho passato ore a osservare video su YouTubo, guardando i movimenti dell’auto e come si comportava durante i passaggi un po’ particolari, interviste varie con un’aggiunta di una mia opinione personale da appassionato di Off road in 4×4. Magari avrei avuto l’occasione di provarla…..ahahahaaha magaaariiii… ma forse , è canditata per essere il fuoristrada del futuro? Date anche voi un’opinione.

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Bullinger B2, il pick up 4×4 elettrico

Fuoristrada 4×4 elettrico

Robert Bollinger è un progettista che ha sviluppato il primo 4×4 elettrico americano, con delle caratteristiche e prestazioni da vero Fuoristrada. Anche Robert è stato impiegato di Tesla, dunque ha delle ottime referenze e lo sta dimostrando con questo nuovo modello della Bullinger pick-up “B2”

Questa azienda produce non solo il 4×4 elettrico Bullinger “B1”, ma anche un pick-up, B2, la versione con il cassone anch’esso elettrico. Con entrambi i prodotti vuole raggiungere e conquistare il mercato Europeo. Bollinger, con grandi potenzialità, è comparsa solo poco più di due anni fa, e ora, la start-up americana, è arrivata con versioni già pronte, sul mercato statunitense. Infatti la casa costruttrice Tesla, che ha presentato il primo 4×4 elettrico “CyberTruck”, non ha riscosso lo stesso successo e la stessa popolarità sul mercato americano  della Bollinger, anche se la Tesla ha un settore marketing da invidia.

CyberTruck della tesla

Un altro passo, forse vincente, è che la Bollinger ha presentato domanda per l’approvazione dei suoi modelli al mercato del vecchio continente, il mercato europeo. Con questo, afferma che vuole che le auto siano omologate per la circolazione su strade pubbliche dall’inizio del 2021. Il B2, un pick up pratico e robusto,  la propulsione di due motori, uno su ciascun asse (per trazione 4×4), che producono 620 CV e offrono una coppia di 920 Nm. La batteria ha una capacità di 120 kWh. Ma per il momento non ci sono informazioni sui tempi di carica e l’autonomia, ma si presume che siano gli stessi della B1

Prestazioni


L’accelerazione 0-100 km / h viene raggiunta in 4,5 secondi e la velocità massima è limitata a 160 km / h. Il vantaggio principale dei due modelli è la prestazione e la durata negli ambienti “difficili” e nelle prestazioni fuoristradistiche. Nel caso della B1, l’altezza da terra è di 381 mm. L’angolo di attacco è di 52 gradi e l’angolo di sicurezza – 43 gradi!

Il pick-up mantiene è più lungo, quindi i valori degli angoli di attacco e spazio non sono maggiori, ma rimangono impressionanti: 52 e 28 gradi.
Nel caso del modello pick up, le porte sono state brevettate e consentono l’accesso dalla cabina al cassone. Consente il trasporto di oggetti molto lunghi e può caricare 2.300 kg sul cassone, mentre la capacità di rimorchio è di 3,4 tonnellate.

PS. Tutti i prodotti che ho installato sulla mia auto, hanno il marchio cancellato perchè non ho nessuno sponsor. Gli accessori sono stati acquistati da me personalmente

Se qualche Fornitore, Agenzia o privato vorrebbe supportare questo blog con: prodotti, accessori, info-prodotti o altro, sempre inerente agli argomenti trattati, sarò ben lieto di discuterne, contattattandomi alla e-mail massimopinna.72@gmail.com , Grazie.

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