Archivio dei tag Discovery-300

Riduttore Defender sul Discovery?

Ho preso una marcia in più

Buon giorno gente. E’ un periodo un pò particolare, restrizioni, obblighi certificazioni, divieti e allora….. ho deciso di fare questo articolo per intrattenervi. Grazie ad un amico che mi ha dato una mano, anzi ha fatto quasi tutto lui, abbiamo deciso di fare un piccolo passo per migliorare il mio Discoverone. Cosa abbiamo fatto? cosa abbiamo cambiato? Abbiamo cambiato il riduttore. Volete saperne di più? seguitemi ….

Era ora!

Dopo i suoi 260.000 km il riduttore ha cominciato a dare segni di usura, un andamento un pò ondulatorio dell’auto, durante il rilascio e durante l’accelerazione. Rumori di ferraglia in partenza e ronzii in movimento e per finire perdite di olio, strano (guardare il link) …. vero???’

Parlando a un amico meccanico, mi ha detto e messo a disposizione un riduttore di un defender 90 motorizzato 200 che aveva come ricambio. Ho deciso di fare questo passo, perchè primo o poi mi avrebbe lasciato, e perchè sarei ancora in tempo, spero, per fargli una buona reviosione a quello vecchio.

E’ ora di cambiare il riduttore.

Cosa abbiamo fatto?

smontaggio dei semiassi

Dopo aver guardato dei commenti nei vari forum e chiesto ad alcune persone abbiamo deciso di mettere sul ponte il Discoverone e cominciare a vedere cosa smontare e cosa no. Dopo aver visionato e messo in sicurezza il fuoristrada sul ponte e iniziato lo smontaggio dello scarico, lo scatolato che c’è sotto il riduttore e che congiunge il telaio, gli alberi di trasmissione, il leveraggio sopra il riduttore, i collegamenti elettrici (guardare il link) per l’inserimento delle ridotte e del centrale, poi siamo andati di chiave a bussola e trapano a impulsi per smontare i bulloni.

Dopo aver smontato tutti i bulloni e facendo attenzione al tubo dello sfiato dei vapori dell’olio, anch’esso smontato, abbiamo sfilato il riduttore con l’aiuto di un cavalletto pneomatico.

Vecchio riduttore prima dello smontaggio

Siamo alla fine dei lavori

Dopo di che, abbiamo preso il nuovo giocattolo, cambiato il paraolio e messo del mastice, sul punto di contatto tra cambio e riduttore. Posizionato il riduttore sul cavalletto, lo alziamo e lo assembliamo. Stretto i primi bulloni, si riparte al montaggio eseguendo l’operazione al contrario. A fine lavoro abbiamo aggiunto olio 80-90 per trasmissioni (guardare il Link) sino ad arrivare al suo livello ottimale.

Dopo che ho dato uno sguardo a tutto il sottotelaio dell’auto e osservato i prossimi piccoli lavori da fare, ho sceso l’auto dal ponte e portata fuori in strada a fare un giro

Devo dire che è stato un attimo di adrenalina e paura, quando ho acceso l’auto e messa la retromarcia per uscire. Inserita…………..: “SI E MOSSAAAA”. Il lavoro sembra essere riuscito. Dopo essere arrivato su un tratto di strada, è arrivato il momento di provare come si deve il tutto e devo dire che è andato tutto bene.

Riduttori LT230, quale scegliere?

Differenza e conclusioni

Dopo le prove con la veloce, le ridotte e con l’inserimento del centrale sono arrivato alla conclusione che questo riduttore del defender, con le gomme 235/85/16 (guardare il link) è ottimale. Le veloci sono un pelino più corte , ottimale in partenza in salita che tanto ne risentiva con le sue originali. In autostrada o velocità di crociera, raggiunge la velocità ideale senza che il motore vada sotto i giri e i consumi si sono leggermente ridotti.

Vi ringrazio per aver dedicato del tempo al mio blog e spero che ritornerete a leggere nuovi articoli e curiosità. Se vi è piaciuto potete iscrivervi , in modo tale che per ogni nuovo articolo pubblicato il sabato, vi arriverà un’avviso tramite mail e sopratutto condividete agli amici questo post . Un saluto a tutti! Ci vediamo al prossimo articolo……

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La Turbina Discovery 300 , mi ha mollato!

Che cosa è successo?

Avevamo in programma dei bei fine settimana quà e là per i mari della Sardegna. Invece, sono saltati . Voi vi state chiedendo: che cosa sia mai successo?…..Questo, è il colpevole di tutto . Quì sotto in foto troviamo l’imputato del delitto! La turbina garrett. Questo può succedere quando una Turbina Discovery 300 raggiunge la sua età e l’auto ha percorso molti chilometri, come nel mio caso. Volete saperne di più? Questo è quello che ho fatto!

Turbina Garrett smontata con il collettore di scarico

Perchè si è bruciata?

I cuscinetti di tenuta, lasciano passare l’olio, per la lubrificazione della stessa,  entrano nei gas di scarico e nell’aspirazione del motore; l’olio attraversa il compressore,  và nell’intercooler per poi arrivare alla camera di combustione e di conseguenza, nella camera di combustione, oltre al gasolio, brucia anche l’olio, formando la classica fumata bianca. Unica cosa da fare? sostituirla prima che che si creano degli stati di “autocombustione“, cosa che non auguro a nessuno. Questo video descrive di che cosa stò parlando.

Descrizione tecnica di “smontaggio”

Si eliminano i classici tubi che vanno dal filtro dell’aria alla turbina, staccando prima, il raccordo in gomma dei vapori dell’olio, il tubo che va dal turbo all‘intercooler, un tubicino piccolo che và a collegarsi alla turbina che serve per azionare la West-Gate, di seguito il tubo in treccia di acciaio dell’olio che è proprio sopra al turbo. Nel breve video vi faccio vedere l’olio che stava aspriando il motore.


Questo video è la prova del fatto che la turbina stà “sputando” olio.

I tubi sono tantissimi

Nel mio caso,  ho tolto anche la scatola dell’aria e la connessione dello snorkel, per avere più spazio per lavorarci. Si continua lo smontaggio dei tubi. Il tubo superiore dell’intercooler, il copri-ventola ed il “ventolone”, facendo attenzione a svitarlo in senso ORARIO. Ho proseguito con il tubi di raccordo dell’acqua del radiatore, per sfilare il convogliatore. L’acqua lo messa in un contenitore, facendo attenzione a non farla cadere al suolo.

Insomma una miriade di tubi da tirar via.😌😌😌 e scusate le ripetizioni, però son sempre TUBI…..😅😅😅

Andiamo sotto la macchina, facendo attenzione che sia in prima marcia e con il freno di stazionamento azionato Sfilo il tubo flessibile in acciaio che ho usato come scarico dal collettore e poi passo al corpo vero e prorio della turbina.

Adesso arriviamo al sodo

Sono passato al vero corpo di smontaggio e cioè: prima ,il collettore di aspirazione rimuovendo i 4 bulloni da 13 mm e subito dopo, al collettore di scarico, svitando i 7 bulloni da 17mm con le rispettive rondelle.

A questo punto il collettore-Turbina del Discovery è libero e posso rimuoverlo. Nel togliere il tutto, ho estratto anche il tubo di recupero dell’olio, dato che è nascosto. Questo, logorato dagl’anni, deve esssere sostituito con uno nuovo.

La situazione quando ho messo tutto sul banco.

Prendendo la ventolina con le dita e facendo un movimento avanti e indietro e dal basso verso l’alto, ho notato che il gioco era notevole e poi non girava liberamente, era quasi bloccata. Ciò dimostra il danno che ho fatto.

Le sorprese non finiscono mai

Una volta smontato, le mie intenzioni erano solamente di ordinare una turbina rigenerata per poi rimontarla nello stesso collettore. Ma quando mi sono messo a esaminare il tutto scopro altre sorpre: delle lesioni.

Foto 1
Foto 2
Foto 3

Alcune possono essere saldate perfettamente (Foto 1 e 3), ma per queste due lesioni, purtroppo, non si può fare nulla (Foto 2) 😢😢😢.   Che dire Sfortuna? Logorio e surriscaldamento?       Mah……

Dopo le brutte notizie, inizio le ricerche sul Web, e negli auto-demolitori. Ben presto trovo la soluzione quasi sotto casa. Uno sfascia-carrozze ha il pezzo di ricambio. Vado a prenderlo e si ricomincia il montaggio.

Dato che c’ero, ho dato un’occhiata ai cavi del motorino di avviamento: smontati,  ripuliti con CRC marino,  e poi rimontati.

Rimontiamo la nuova Turbina del Discovery

La situazione, prima del rimontaggio dei componenti

Cominciamo il montaggio, tutto a regola d’arte, eseguendo le identiche operazioni , però in senso inverso, facendo molta attenzione ai piccoli particolari. Una cosa che ho dato priorità, prima di rimontare il collettore di scarico-Turbina, ho inserito il nuovo tubo di recupero dell’olio della turbina, dato che è in una posizione molto brutta per lavorarci, poi ho continuato senza nessun intoppo. Collettori/Turbina, Collettore di aspirazione, Intercooler, convogliatore, tubi ecc. ecc…. e tutto ciò che ho smontato precedentemente.

Piccoli consigli

Durante le operazioni, sono stato molto attento al sensore del conta-giri che è collegato all’alternatore. Come è successo a me, può essere toccato o addirittura rimosso, dato lo spazio di lavoro ridotto.

Se vi ricordate avevo smontato il collettore di aspirazione e l’intercooler. Quando li ho controllati, erano molto sporchi di olio , dunque ho approfittato per lavarlo. Ho utilizzato uno  sgrassatore , di una marca molto nota, per poi sciaquare con acqua tutti i componenti. Questa operazione l’ho fatta due volte e in seguito, messo tutto al sole ad asciugare per una intera giornata.

Naturalmente prima di rimontare il tutto gli ho dato una bella spruzzata di aria compressa per essere sicuri che sia tutto asciutto. Questo lavoro non è difficile ma come in tutte le cose ci vuole un pò di pazienza.  Questo è stato il risultato del lavoro.

bty

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Testata del Discovery 300.

Oggi parleremo di meccanica. Dopo che il 4×4 ha percorso circa 250.000 Km e qualche probblema di surriscaldamento (Segui il LINK), è arrivata l’ora di rifare la guarnizione testata del Discovery. D’altronde la categoria meccanica, nasce, perchè è grazie al mio fuoristrada che possiamo visitare luoghi stupendi che vi mostro e vi racconto nella categoria Escursioni (Segui il LINK) dunque manutenzione e guasti meccanici fanno parte del gioco!

Processo di smontaggio della testata del Discovery

Ritagliandomi del tempo, nel tardo pomeriggio, ho cominciato a smontare la testata seguendo questa sequenza: tubi di raccordi della turbina (Segui il LINK), filtro aria, scarico dal collettore, collettore di aspirazione e quello di scarico.

La bancata desta ora è libera; passiamo a quella più complessa che è la sinistra. Come prima cosa ho smontato i tubicini del gasolio che vanno agli iniettori, i collegamenti delle candelette, i tubi dell’acqua che vanno al termostato e che collegano alla pompa, il copri-valvole ed il castelletto dei martelletti delle valvole.

Inidicazioni importanti

Mentre estraevo il castelletto sono stato molto attento a non perdere i bicchierini che ci sono tra i martelletti e le valvole. Subito dopo ho estratto i bilancieri mettendoli in un pezzo di cartone in sequenza di come li ho estratti. In seguito sono passato allo smontaggio del corpo testata del Discovery, seguendo la sequenza esatta di smontaggio, questo per non danneggiare la testata.

Sequenza di smontaggio bulloni testa

Questa è la sequenza che bisogna rispettare per smontare la testata.

Quì sotto c’è un breve filmato

Una volta rimossa la testata l’ho messo sul banco e lì c’è stata un’altra sorpresa…..la testata è da buttare. Foto 1 e 2.

Alcuni travasi dell’acqua si sono corrosi sino alla camera di scoppio “Foto 1”

Alcuni travasi dell’acqua si sono corrosi sino alla camera di scoppio “Foto 2”

Conclusioni sul da farsi

Pensando e valutando le cose ho deciso di prendere tutto nuovo! Gironzolando sul web ho trovato tutto il necessario e ho deciso di fare l’acquisto: Testata, valvole, rondelline per gli iniettori, guarnizione testa, 18 nuovi bulloni per stringere la testata e altre piccole cose al prezzo di una testata usata in uno sfascia-carrozze……. Una settimana dopo ecco arrivare il pacco a casa!

Scatola con dentro la testata e accessori
Testata nuova.

Appunto importante!

Durante l’acquisto bisogna fare attenzione che ogni tipo di testata del Discovery ha il suo tipo di guarnizione. Io ho preso la testata maggiorata, che nelle sue note indica il tipo di guarnizione che va ad accoppiarsi con essa. E’ differente dalle classiche. Attenzione durante la scelta!

Fase di rimontaggio

Come un bambino prendo tutto e comincio il montaggio. Prima di tutto, avendo comprato la testata e valvole nuove, ho eseguito un’operazione molto importante: la LAPPATURA delle valvole e cioè dare una finitura di precisione, tramite una polvere o paste abrasive su un supporto metallico simile all’oggetto da lappare. Operazione necessaria e molto importante se si mettono delle valvole nuove in una testata nuova. I due elementi devovono avere una sede di contatto perfetta in modo tale da non sfiatare.

Quì sotto c’è il filmato di come ho fatto la Lappatura delle valvole 

Dopo aver eseguito l’operazione ho lavato ed asciugato attentamente e con accortezza il tutto , ho montato le valvole, con le loro molle, piattelli e rondelle di spessore dopo di che ho iniziato il  travaso dei pezzi dalla vecchia testata  a quella nuova. Questa operazione l’ho fatta a testata già montata.

Testata pronta al montaggio

Adesso, però, faccio un passo indietro: ho pulito il monoblocco , prima con una lametta, poi lucidata con carta abrasiva 1000 a secco, soffiata e poi ripulita con diluente. La fase successiva, è stata di mettere la guarnizione della testa , prendere la testata in due persone, perchè un pò pesantina, e metterla in sede. A questo punto dopo aver messo i bulloni nuovi nei suoi rispettivi alloggiamenti, ho dovuto chiamare un’ parente di casa che ha la chiave dinamometrica ed la piastra graduata essendo io sprovvisto di questi due strumenti. Questa operazione l’ho eseguita in 4 fasi, Dopo di che ho rimontato il castelletto ed eseguito le regolazioni delle valvole.

Sequenza di rimontaggio

Dati tecnici

Il serraggio della testata va fatta, secondo il manuale LR, in 4 fasi:

1° fase, chiusura a 40 NM

2° fase , con la piastra graduata, si stringono tutti i bulloni di altri 60° sempre seguendo la sequenza di serraggio.

3° fase, nuovamente di altri 60° , tutti bulloni , sempre seguendo la sequenza 

4° fase, rispettando la sequenza 1 2 7 8 9 10 15 16 17 e 18 di altri 20°


Piastra graduata per serrare la testata in gradi

Fatto questo ho continuato il montaggio di tutti i suoi accessori: gli  Iniettori,  ed i suoi tubicini di recupero.

Candelette, pulite, spazzolate, rimontate e connesse con i suoi rispettivi collegamenti elettrici. Collettori, raccorderia varia dei tubi che vanno alla turbina ecc ecc….

Monoblocco pronto ad accogliere la nuova testata
Lavoro ultimato

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BARRE PORTA TUTTO Autocostruite

Oggi vi mostrerò come ho costruito delle barre porta-tutto per il mio Discovery 300, in modalità fai da te.

Come le ho costruite le barre porta tutto?

Ho utilizzato dello scatolato 20×20 mm , delle piastre di ferro e ho cominciato a tagliare e saldare. Le barre sono di lunghezza di 1,40 cm e le piastre sono della dimensione di 30 x 12 cm . Per dargli la piega ho effettuato dei semplici solchi precisi con un disco da taglio, usando lo smeriglio da 115 mm.  Fissando la piastra alla morsa , dandogli un pò di pressione a mano l’ho piegata dandogli la forma che desideravo. Dopo di che , con dei punti di saldatura ho fissato la forma. (foto 1)

Foto 1

Per avere tutte le piastre identiche, mi sono fatto la dima, facendo un semplice disegno con il pennarello sul bancone. Dopo, ho tagliato un pezzo di scatolato 20x20mm di circa 22 mm di lunghezza per formare una specie di cubetto, e successivamente tagliato in diagonale. L’ho forato con una punta da 12 mm e saldato (vedi foto 2 e 3)

Foto 2
Foto 3

Nella piastra ho praticato due fori da 12 mm, e nella parte interna, saldati due bulloni, che serviranno per fissare tutto alla carrozzeria (vedi foto 4 e 5).

Foto 4
Foto 5

Progettino con misure delle barre porta tutto

Un disegna dove sono indicate la misure per la realizzazione delle barre e dei suoi accessori
Un disegna dove sono indicate la misure per la realizzazione delle barre porta tutto e dei suoi accessori

Lavoro ultimato

Foto della barra ultimata e montata

Nella foto in alto si vede il lavoro ultimato delle Barre-Portatutto già montate.
Le barre costruite sono 3 perchè in mente ho la realizzazione del tendalino posteriore (segui il LINK), posteriore ed un portapacchi.
Spero che serva a qualcuno che vuole cimentarsi in questi lavoretti. Credo che sia una cosa utile scambiarsi le idee per realizzare qualcosa con le proprie mani.

Materiale Utilizzato

Piastre di ferro da 4 mm

Scatolato 20 x 20 mm

Dadi e bulloni del 13 mm

Accessori

Disco da taglio da 1.5 mm

Disco di carta abrasiva grana 80

Punte da 12 mm per ferro

Utensili per la realizzazione

Smeriglio da tagli

Trapano

Saldatrice

La piastra Porta-Verricello

Impianto per la Doppia_Batteria

Casse Porta-tutto

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Camperizzazione del mio 4×4 parte 2

SERBATOIO DELL’ACQUA

Salve ragazzi. Oggi vi mostrerò come ho installato l’autoclave per pescare l’acqua da una semplice tanica da 20 o da 10 litri, per accomodare le mie esigenze , sia per lavarmi le mani che per lavare piatti e le stoviglie.

Proseguiamo la Camperizazione del mio 4×4 (segui il LINK) . Oggi mi sono procurato due taniche da 20 lt ed ho sfruttato i due spazi laterali nel cofano, smontando i sedili del sesto e del settimo posto, dato che sto parlando di un L. R. Discovery 300 . In questa nicchia gli ho inserito la tanica , ma prima ancora, sul fondo del pavimento ho posizionato l’autoclave alimentata a 12V. con un piccolo ripiano. (Foto 1 della Camperizzazione).

Tramite un tubo di gomma , pesca dalla tanica e la convoglia direttamente al rubinetto, Da questo con un raccordo (come in foto 4 della Camperizzazione), posso diramarla con delle prolunghe in tutte le posizioni dell’auto, sia nello sportellone posteriore, per lavare le stoviglie che sul lato dell’auto per farsi una bella doccia dopo aver passato una bellissima giornata al mare.

Direttamente dalla batteria ho tirato un cavo positivo rosso (+) con un fusibile da 20 A , posizionato vicino alla batteria, un interruttore e due prese tipo accendi-sigari per alimentare l’autoclave nel cofano posteriore.

La presa di alimentazione dell’autoclave è la classica presa per accendisigari, predisposta già all’acquisto. Per quanto riguarda le tubazioni ho usato il classico tubo da giardino. Un impianto semplice, economico ma efficiente.

Accessori e il materiale che ho utilizzato per la mia Camperizzazione

  • – Tubo classico da giardino
  • – Autoclave a 12V
  • – Rubinetto e raccordi
  • Fascette in ferro per stringere i tubi
  • – N° 2 prese per accendino
  • – Presa classica per alimentare l’autoclave
  • – Interruttore
  • – Tanica da 10 litri
  • – Taniche da 20 litri
  • Disinfettante apposito per l’acqua o la classica AMUCHINA. (Rispettare le dosi)
  • Piccoli pezzetti di tubo , di diametro minore per raccordare i tubi all’autoclave
  • Viti per legno
  • Tavoletta di multistrato
  • n° 2 accendisigari
  • – Capicorda

Attrezzatura usata:

  • –  Forbici
  • –  Avvitatore
  • –  Seghetto alternativo
  • –  Pinzatrice per fissare la moquette

Foto illustrative

(Foto 1) Camperizzazione: autoclave con la descrizione dei tubi dell’andata e della mandata dell’acqua.
(Foto 2) Tubo di pescata dell’acqua.
(Foto 3) Interruttore di alimentazione con in evidenza un rubinetto di sicurezza.
(Foto 4 ) Tanichetta da 10 lt ed in primo piano il raccordo di innesto per inserire le prolunghe.
(Foto 5) Tubo di uscita dell’acqua.
(Foto 6) Prese di accendi-sigari, alimentate e con un fusubile da 20 Amp, per alimentare l’autoclave.

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omologazione gomme????? Come comportarsi !

IL CETOC

Guardando qua e là nei vari forum, gruppi dei social, ho notato che che ci sono poche informazioni sul come comportarsi e procedere per regolarizzare e mettere a libretto gli allestimenti speciali dei nostri 4×4 . Oggi vi descriverò la mia esperienza per quanto riguarda l’ omologazione gomme delle gomme maggiorate. Seguitemi nella lettura!

Sono in possesso di un L.R. Discovery 300 del 98 , e appena acquistato ho deciso di vendere le vecchie gomme, non a libretto, e comprarne di più grandi. Nel documento di circolazione, ci sono omologate le 235/70/16 e le 235/80/16, e per questo , per non esagerare sia per il tipo di richiesta e nel salvaguardare la resistenza dei semiassi ho deciso di affrontare il calvario dell’omologazione pneumatici , decidendo di montare le 235/85/16.

OPERAZIONI DA FARE PER OMOLOGARE

a – Il primo passo è stato: scaricare il modulo apposito riguardante la richiesta di omologazione gomme (modello LR2 rev.4) dal sito del CETOC   Link per scaricare il modulo.

b – Ho fatto le fotografie con il cellulare del libretto di circolazione, della carta d’identità e del codice fiscale in più del modello del cetoc compilato in ogni sua parte.

C – Foto e modello LR2 rev.4 spedito tramite mail all’indirizzo jaguarlandrover@cetoc.it dopo di che ho atteso la risposta

d – Una volta ricevuta la risposta tramite lettera  di esito positivo ho seguito le istruzioni .  Dopo che ho effettuato il bonifico, ho atteso altri 20 , 25 giorni se non più, che mi arrivasse la lettera che tanto aspettavo del “Nulla Osta della casa costruttrice della L.R.”. Ma non è finita.

e- Il passo successivo è stato l’acquisto delle gomme. Dopo averle montate, mi sono fatto rilasciare dal gommista un foglio di corretto montaggio. Nel foglio deve essere specificata la misura , la marca  del treno di gomme con la dicitura del tipo di auto, telaio e targa con l’intestatario della macchina firmato e timbrato dal gommista.

f- Da qui in poi, sino al giorno del collaudo alla motorizzazione ,  l’auto non ha potuto circolare su strada con quel tipo di gomme.

E non è finita! proseguiamo per omologare le gomme

Tornando a noi! Ho preso tutti i documenti riguardante le gomme da omologare e cioè: certificato del CETOC o NULLAOSTA, foglio di corretto montaggio delle gomme, libretto di circolazione, carta d’identità , con i bollettini che mi hanno rilasciato dalla motorizzazione, sono andato in posta e ho pagato. Fatto tutto questo sono tornato negli uffici e ho fatto la prenotazione. Anche questa è stata un’attesa un pò lunghina……

Dopo la mattinata passata alla motorizzazione il collaudo è passato tranquillamente senza nessun problema. L’ingegnere ha fatto tutti i suoi controlli e poi dopo la parte burocratica e cartacea, sono tornato a casa con un sorriso a 36 denti più altri due.

Questa è stata la mia esperienza per l’omologazione gomme. Tempo trascorso 6 mesi…..

CONCLUSIONE

Per quanto riguarda gli allestimenti, tipo , paraurti uso gravoso, verricelli, snorkel e altre cose vi consiglio, quando comprate gli accessori che necessitano di omologazione, di farvi rilasciare sempre il certificato di provenienza di costruzione, perchè è una cosa che richiedono in motorizzazione ed è obbligatoria presentarla. In mancanza di questa, non possono accettare la richiesta.

Poi un’altra cosa importantissima, il certificato di corretto montaggio da un’officina autorizzata all’installazione di accessori e allestimenti speciali delle auto. L’officina si deve trovare nella stessa provincia in cui si trova la motorizzazione.

AGGIORNAMENTI E PRENOTAZIONI COLLAUDI / OMOLOGAZIONI PNEUMATICI nel periodo Corona Virus

PS ….Questo è un aggiornamento per il periodo che stiamo affrontando del CORONA Virus. Per presentarsi alla motorizzazione, bisogna prenotare il ritiro dei documenti all’indirizzo e-mail Veicoli.upor@mit.gov.it oppure scaricare i moduli da compirare al https://www.ilportaledellautomobilista.it per poi fare sempre la prenotazione all’Email che ho descritto sopra per presentarli e ricevere la data del collaudo/omologazione

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Impianto doppia batteria

Migliorie per otimizzare il 4×4

Buon giorno gente. Oggi mostrerò come ho fatto l’ Impianto doppia batteria al mio fuoristrada , un L. R. Discovery 300, in modalità “fai da te” Seguendo i consigli di un’amico che ha passato una vita con i camion, mi sono sentito di adoperare il suo metodo, semplice, economico, efficace e senza troppi fronzoli. Volete saperne di più? Seguitemi nella lettura.

Descrizione parte1

Per prima cosa, sfruttando lo spazio vuoto, ho posizionato la batteria secondaria di fronte alla scatola del filtro dell’aria. Preso tutto l’occorrente in un negozio di materiale elettrico, ho cominciato a lavorarci. Prendendo delle misure per il taglio del cavo ho tagliato circa 2,5 mt di cavo rosso (+) e collegato i rispettivi poli (+) di entrambe le batterie. Per la massa ( – ) ho preparato uno spezzone di cavo nero , circa 30 cm con morsetto e capicorda nuovo, ed usufruendo di fori già esistenti nella carrozzeria con un bullone ed un dado ho collegato la massa (Negativo). Prima di collegare ho carteggiato il punto di contatto, sino aportare il ferro a vista.

Descrizione parte2

In seguito viene interrotto il cavo (+) nelle vicinanze della batteria secondaria, per inserire uno Stacca-batteria da 100 A . Tutto questo questo per rendere indipendenti le fonti di energia, e in occorrenza, ricaricarla dall’alternatore.

Il cavo principale Rosso (+) che va diritto verso il motore, insieme a quello rosso che va alla scatola dei fusibili, viene tutto dirottato ad un secondo stacca batteria nautico da 250 A, posizionato dalla parte opposta del vano motore. Questo, serve per interrompere la corrente di tutta l’auto in caso di spiacevoli inconvenienti o per semplici manutenzioni elettriche.

Preparo un nuovo cavo rosso (+) di circa 50 cm con un’altr morsetto da batteria ed un capicorda nell’altro estremo e questo va a collegare la fonte di energia primaria con lo Stacca Batteria da 250 A.

Durante tutto questo lavoro ho aggiunto un’altro cavo rosso (+) da circa 80 cm che va dalla batteria primaria ad un’altro Stacca Batteria da 100 A , per far funzionare il verricello (segui il LINK).

Utilizzo batteria di servizi

L’ Impianto doppia batteria serve per alimentari le utenze di supporto tipo: frigorifero, luci secondarie (segui il LINK), compressore autoclave per l’acqua e tante altre cose che si possono usufruire durante le soste, in modo da non utilizzare la batteria primaria. Poi la mattina, prima di riprendere la marcia, con lo stacca-batteria colleghi il tutto e l’alternatore, ricarica il suo fabbisogno.

Accessori utilizzati e materiali acquistati

  • – Batteria
  • – Cinghia a Cricchetto per ancorare la batteria
  • – Morsetti da batteria n° 3
  • – Capicorda per cavi batteria
  • – Guaina termo-restringente colore rosso
  • – Stacca-Batteria da 100A n° 2
  • – Stacca-batteria Nautico da 250A
  • 4 mt di cavo batteria colore rosso
  • 1 mt di cavo batteria colore nero
  • – Capicorda per fili elettrici maschi e femmina
  • – fascette di plastica per fermare il tutto e fare un lavoro ordinato
  • – Rivetti
  • Accessori utilizzati:
  • – Tronchese
  • – Forbici
  • – Morsa e Pappagallo per chiudere i capicorda dei cavi
  • – Nastro isolante Nero e Rosso
  • – Piastrine per ancorare lo Stacca-Batteria da 250A
  • – Rivettatrice
  • – Trapano/avvitatore

FOTO

Progettino che ho disegnato per realizzare il mio impianto doppia batteria
Immagine con le indicazioni e i componenti che ho utilizzato

Immagine con le indicazioni e i componenti che ho utilizzato “seconda parte”

Immagine con le indicazioni e i componenti che ho utilizzato
Posizionamento della batteria ausiliaria fronte scatola filtro aria

Vi ringrazio per aver dedicato del tempo al mio blog e spero che ritornerete a leggere nuovi articoli e curiosità. Se vi è piaciuto potete iscrivervi , in modo tale che per ogni nuovo articolo pubblicato il sabato, vi arriverà un’avviso tramite mail e sopratutto condividete agli amici questo post . Un saluto a tutti! Ci vediamo al prossimo articolo…… CONDIVIDETE AGLI AMICI

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Circolo Ricreativo da Mario Palmas Arborea-Oristano

Ristrutturiamo il sedile del Discovery 300

I nostri fuoristrada hanno superato la maggior età

Come molti altri, il mio fuoristrada ha superato la maggior età da un pò di anni , dunque alcune cose come la tapezzeria, la meccanica (segui il LINK) e gli interni (segui il LINK), hanno bisogno di un pò di manutenzione. Nel mio caso i sedile del Discovery 300 devono essere rivisti. Il lato guida in particolare. Come ho fatto a sistemarlo? Seguitemi in questo nuovo articolo e spero che sia utile per qualcuno.

Oggi giorno per fare sistemare un sedide delle nostre auto ci vogliono un bel pò di soldini, ma con un pò di fantasia, dei tutorial di famosi programmi televisivi, ho deciso di mettermi sotto e cercare di rimediare per ristrutturare il sedile del Discovery.

Cominciamo a smontare il sedile del Discovery

Con una chiave a bussola da 10 mm ed una brugola (segui il LINK) a stella del…… ho smontato le 4 viti che fissano il sedile del Discovery, per poi passare alla vite della cintura di sicurezza. Finito il tutto l’ho messo sul bancone. Smontata la rotella dello schienale che è posizionata a pressione, sia il coperchietto che la rotella vera e propria, ho girato il sedile e cominciando a lavorare sulla fodera della seduta.

La fodera è fissata con dei sistemi ad incastro di plastica e con delicatezza e l’uso di un cacciavite sono riuscito a sfilarla completamente senza nessun probblema, recuperando e facendo attenzione a dei gancetti in acciaio nella parte posteriore. La foderà è stata messa in lavatrice per un bel lavaggio approfondito, perchè ne aveva proprio bisogno. A questo punto della lavorazione si vede tutta l’intelaiatura e le molle che compongono tutto il sedile del Discovery e i danni che ci sono.

Sganciare la fodera dal telaietto per sfilarla, aiutandosi con un cacciavite e tanta pazienza

Modifiche e migliorie

Ho notato che una molla era rotta e spezzata e cosa ho fatto? Dopo averla smontata, con il cannello ho scaldato le parti danneggiate, con una pinza ed un martello ho realizzato, con la stessa molla, degli occhielli per fare dei nuovi agganci. Una cosa “importante” è il raffreddamento della molla: va messa nella sabbia per non fargli perdere la proprie resistenza.

Fatto questo ho rimontato tutta la struttura in acciaio, rinforzandola (segui il LINK) e aggiungendo altre molle per aumentare la resistenza alla seduta. La seconda operazione, è stata di mettere sopra al telaio, per proteggiere la gomma-piuma, un telo di gomma bullonata, che avevo in garage, tagliata su misura e bloccata con le classiche fascette di plastica. Dato che c’ero, dopo avergli dato una bella ripulita ai carrelli del sedile, gli ho dato una bella lubrificato con del grasso spry, rendendo la regolazione del sedile più scorrevole.

La seduta in gomma-piuma

Passiamo alla seduta in gomma-piuma! Visto le condizioni della parte sinistra, ho deciso di prendere dei pezzettini di gomma-piuma e incollarli nelle parti mancanti e consumate per cercare di riempire i buchi. Fatto questo ho preso una striscia intera di altro materiale e l’ho incollata , sopra e sotto alla seduta, per cercare di ridagli la classica forma anatomica.

Il lavoro sucessivo è stato tondeggiare la gomma-piuma con una forbice ed un taglierino (segui il LINK). Finito questo ho ricominciato a rimontare il tutto per finire con rimettere la foderina e i sui meccanismi. Sono arrivato ad un buon risultato, certo non a livello da tapezziere professionista, ma ugualmente soddisfacente. Fatto questo, l’ultima fase è stata di rimontare il sedide del Discovery nell’abitacolo (segui il LINK). Ora sarò pronto per affrontare il lavoro del lato passeggiero, perchè anche questo ha bisogno di essere rivisto.

Elenco materiale ed accessori

Ora elencherò il materiale ed gli accessori che ho utilizzato per ripristinare il sedile del Discovery, e a mio avviso con un pò di manualità e un pò di pazienza possono fare tutti a costi davvero ristretti.

Elenco materiali

  • Tre tubetti di Bostik
  • Gomma piuma reciclata dai classici cuscini per le sedie della cucina
  • Classiche molle che si possono trovare in ferramenta
  • Filo di ferro zingato
  • fascette di plastica
  • Telo bullonato in gomma
  • Grasso spry
  • Molle
  • Sabbia
  • Classici Pesi per l’incollaggio

Elenco accessori ed utensili

  • Chiave a bussola del 10 mm
  • Chiave a brugola del …..
  • Cacciavite a taglio
  • Taglierina
  • Forbice
  • Cannello a gas
  • Chiave a pappagallo
  • Martello
  • Una Morsa

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piastra porta verricello

REALIZZAZIONE PIASTRA E MONTAGGIO VERRICELLO

Buon Giorno a tutti. Oggi vi mostrerò come ho montato il verricello nel mio Discovery 300, con una piastra-porta verricello fatta quasi tutta in casa.

Inanzi tutto , non avendo nè materiale e nè piegatrice, mi son dovuto rivolgere ad un fabbro.

DESCRIZIONE

Il primo passo che ho fatto è stato di costruire la piastra porta verricello (segui il LINK) in legno multistrato, come se fosse la vera piastra.. Ho rispettato le distanze , tutti gli spazzi a disposizione e tutti i fori per ancorare la stessa al telaio.

Fatto questo, ho riportato su carta le misure reali e poi mi sono rivolto al fabbro. Taglia e piega, il tutto mi è costato una quarantina di Euri. Ho adoperato una piastra da 8 mm, e una volta tornato a casa ho effettuato i fori che occorrevano ( tutti con una punta da 13 mm), e i tagli che servivano per inserire il collegamento della piastra para-tiranteria.

Oltre che usufruire dei 4 fori laterali, due destra e due sinistra, ho praticato tre fori , sempre da 13 mm che attraversano il longherone frontale del telaio . Piazzata la piastra, posizionato il verricello e i cavi di collegamento, la scatola dei solenoidi , il paraurti e la mascherina , a fine dei lavori il risultato è stato quello che volevo: il verricello c’è ma non si vede perchè è tutto nascosto. Questa era la mia intenzione ed il mio progetto.

Come bocca per il cavo ho adottato una bocca in ghisa , avendo il cavo in acciaio (segui il LINK), e per nascondere il gancio e la bocca ho costruito un porta-targa apposito in scatolati di alluminio 40 x 20 mm per poi fissarlo al paraurti con due cerniere.

L’unica cosa che non ho fatto è stata una feritoia per arrivare alla frizione del Verro, per staccarla manualmente. Non l’ho fatto per tenere integra la mascherina.

MATERIALE UTILIZZATO

– Multistrato da 10mm

– Viti da legno

– Angolare per legno

– Piastra 8 mm in ferro

– Fascette di plastica

– Piastrine in ferro (per ancorare la scatola dei solenoidi)

– Scatolato di alluminio 40×20 mm

– Cerniere classiche per legno (porta-targa)

– Una molla

– Rivetti

ATTREZZATURA E UTENSILI UTILIZZATI

– Trapano/Avvitatore

– Smeriglietto da 115mm

– Punta da 13mm da ferro

– Dischi da taglio da 115 mm x 1 mm

– Forbici

– Seghetto alternativo per legno

– Morse per legno o Sergenti

– Piedistallo

– Rivettatrice

FOTO ILLUSTRATIVE

Sulla destra della piastra in legno c’è uno spazio, adiacente alla vite, che servirà per ancorare anche la para-tiranteria.
Indica il posizionamento per l’ancoraggio al telaio.
Posizionamento del Verricello per misurare gli spazi e i fori da esercitarte durante il montaggio.
Quì c’è il progettino originale , dopo aver preso le misure. 
La scatola dei solenoidi verrà fissata in mezzo ed in alto alle due sbarrette oblique
1 à prova di montaggio, con piastra il legno.
Montaggio della piastra e del verricello. Fase 1
Montaggio della piastra Para_tiranteria, paraurti e mascherina. Fase 2.
Lavoro ultimato, prima di fissare il porta-targa e la bocca in ghisa per il cavo
Porta_Targa ffatto su misura per nascondere gancio , cavo e bocca in ghisa. Fase 3.
Ecco il risultato di quando si utilizza il Verricello.
Risultato finale. Montaggio verricello a scomparsa.

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Differenziale posteriore del Discovery 300

Ho fatto danno! Differenziale-posteriore del Discovery 300

Una delle cose che vorrei esporvi, oltre ai luoghi in cui vado , curiosità, accessori che compro e realizzo,  AIME’ , sono i guasti meccanici che si vanno incontro percorrendo delle strade impervie. In questo caso vi mostro come ho fatto a sostiturire il Differenziale-posteriore del Discovery 300

In un Week end, dopo aver effettuato delle manovre un pò irruente per attraversare un’ostacolo, mi sono accorto che non avevo più trazione nella trasmissione posteriore. Posizionata l’auto in modo più favorevole ho attraversato l’ostacolo con un tiro di verricello, decidendo di riprendere l’asfalto più vicino.

Smontiamo!

Non avendo più trazione, ho inserito il differenziale centrale, per poi rimettermi in moto. Arrivato a casa ed esaminato il probblema, ho iniziato lo smontaggio.  Dopo aver messo la macchina sui cavalletti, ho smontato le gomme, svitato i 5 bulloni da 17, e poi sfilato con cautela i semiassi. Ho svuotato l’olio del differenziale e riposto in un barattolo per smaltirlo negli appositi centri, smontato l’albero di trasmissione, per poi passare alla boccia del Differenziale-posteriore . E questa era la situazione , se vedete la foto in basso.

Il corpo differenziale è danneggiato (foto 1)
Satelliti e planetari danneggiati (foto 2)
Perno spezzato in 3 pezzi, con residui di ferro, satelliti e planetari logori. (foto 3)

In conclusione, il differenziale è da sostituire. Con grande stupore, data l’entità del danno , la coppia conica era intatta. Dopo un paio di telefonate e l’aiuto di un caro amico, finalmente porto a casa il pezzo di ricambio.

E adesso ? Rimontiamo!

Si comincia a rimontare il tutto….. Dopo aver smontato la corona e rimontata nel nuovo corpo Differenziale posteriore del Discovery 300 , ho alloggiato il tutto nella gabbia porta-pignoni. A questo punto, proseguo con il fissaggio delle torrette, tramite i dadi di regolazione dei cuscinetti, e con lo stringere i bulloni in modo approssimativo; per ora. 

Particolari del corpo differenziale. (foto 4)
Pera,  priva di differenziale. (foto 5)
Nuovo Differenziale-posteriore , pronto al montaggio. (Foto 6)
Fasi di montaggio (foto 7)

Si misura con grande attenzione

A questo punto ho iniziato le regolazioni vere e proprie, spostando il corpo Differenziale posteriore del Discovery 300 tutto verso sinistra come in foto 7 , sino a che , la corona ,non aveva più un movimento, tramite le viti grandi di regolazione dei cuscinetti laterali. A questo punto ho svitato, a poco a poco, l’altra vite opposta sino ad arrivare ad una misura di 0.15mm con il comparatore del gioco corona-pignone. Questa distanza è data dal manuale della Land Rover che parla di stare tra 0.10 a 0.17 mm. Si passa , sucessivamente a stringere i bulloni delle torrette a 90 Nm di carica con una chiave dinamometrica. Fatto questo ho preso il tutto e rimontato nell’auto. 

Regolazioni e fissaggio a 40 Nm. (foto 8)
Misurazione gioco corona-pignone con comparatore: da 0.10 a 0.17 mm. (foto 9)
Misurazione ottenuta definitiva, dopo la regolazione e fissaggio, di 0.15 mm. (Foto 10)

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