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La Turbina Discovery 300 , mi ha mollato!

Che cosa è successo?

Avevamo in programma dei bei fine settimana quà e là per i mari della Sardegna. Invece, sono saltati . Voi vi state chiedendo: che cosa sia mai successo?…..Questo, è il colpevole di tutto . Quì sotto in foto troviamo l’imputato del delitto! La turbina garrett. Questo può succedere quando una Turbina Discovery 300 raggiunge la sua età e l’auto ha percorso molti chilometri, come nel mio caso. Volete saperne di più? Questo è quello che ho fatto!

Turbina Garrett smontata con il collettore di scarico

Perchè si è bruciata?

I cuscinetti di tenuta, lasciano passare l’olio, per la lubrificazione della stessa,  entrano nei gas di scarico e nell’aspirazione del motore; l’olio attraversa il compressore,  và nell’intercooler per poi arrivare alla camera di combustione e di conseguenza, nella camera di combustione, oltre al gasolio, brucia anche l’olio, formando la classica fumata bianca. Unica cosa da fare? sostituirla prima che che si creano degli stati di “autocombustione“, cosa che non auguro a nessuno. Questo video descrive di che cosa stò parlando.

Descrizione tecnica di “smontaggio”

Si eliminano i classici tubi che vanno dal filtro dell’aria alla turbina, staccando prima, il raccordo in gomma dei vapori dell’olio, il tubo che va dal turbo all‘intercooler, un tubicino piccolo che và a collegarsi alla turbina che serve per azionare la West-Gate, di seguito il tubo in treccia di acciaio dell’olio che è proprio sopra al turbo. Nel breve video vi faccio vedere l’olio che stava aspriando il motore.


Questo video è la prova del fatto che la turbina stà “sputando” olio.

I tubi sono tantissimi

Nel mio caso,  ho tolto anche la scatola dell’aria e la connessione dello snorkel, per avere più spazio per lavorarci. Si continua lo smontaggio dei tubi. Il tubo superiore dell’intercooler, il copri-ventola ed il “ventolone”, facendo attenzione a svitarlo in senso ORARIO. Ho proseguito con il tubi di raccordo dell’acqua del radiatore, per sfilare il convogliatore. L’acqua lo messa in un contenitore, facendo attenzione a non farla cadere al suolo.

Insomma una miriade di tubi da tirar via.😌😌😌 e scusate le ripetizioni, però son sempre TUBI…..😅😅😅

Andiamo sotto la macchina, facendo attenzione che sia in prima marcia e con il freno di stazionamento azionato Sfilo il tubo flessibile in acciaio che ho usato come scarico dal collettore e poi passo al corpo vero e prorio della turbina.

Adesso arriviamo al sodo

Sono passato al vero corpo di smontaggio e cioè: prima ,il collettore di aspirazione rimuovendo i 4 bulloni da 13 mm e subito dopo, al collettore di scarico, svitando i 7 bulloni da 17mm con le rispettive rondelle.

A questo punto il collettore-Turbina del Discovery è libero e posso rimuoverlo. Nel togliere il tutto, ho estratto anche il tubo di recupero dell’olio, dato che è nascosto. Questo, logorato dagl’anni, deve esssere sostituito con uno nuovo.

La situazione quando ho messo tutto sul banco.

Prendendo la ventolina con le dita e facendo un movimento avanti e indietro e dal basso verso l’alto, ho notato che il gioco era notevole e poi non girava liberamente, era quasi bloccata. Ciò dimostra il danno che ho fatto.

Le sorprese non finiscono mai

Una volta smontato, le mie intenzioni erano solamente di ordinare una turbina rigenerata per poi rimontarla nello stesso collettore. Ma quando mi sono messo a esaminare il tutto scopro altre sorpre: delle lesioni.

Foto 1
Foto 2
Foto 3

Alcune possono essere saldate perfettamente (Foto 1 e 3), ma per queste due lesioni, purtroppo, non si può fare nulla (Foto 2) 😢😢😢.   Che dire Sfortuna? Logorio e surriscaldamento?       Mah……

Dopo le brutte notizie, inizio le ricerche sul Web, e negli auto-demolitori. Ben presto trovo la soluzione quasi sotto casa. Uno sfascia-carrozze ha il pezzo di ricambio. Vado a prenderlo e si ricomincia il montaggio.

Dato che c’ero, ho dato un’occhiata ai cavi del motorino di avviamento: smontati,  ripuliti con CRC marino,  e poi rimontati.

Rimontiamo la nuova Turbina del Discovery

La situazione, prima del rimontaggio dei componenti

Cominciamo il montaggio, tutto a regola d’arte, eseguendo le identiche operazioni , però in senso inverso, facendo molta attenzione ai piccoli particolari. Una cosa che ho dato priorità, prima di rimontare il collettore di scarico-Turbina, ho inserito il nuovo tubo di recupero dell’olio della turbina, dato che è in una posizione molto brutta per lavorarci, poi ho continuato senza nessun intoppo. Collettori/Turbina, Collettore di aspirazione, Intercooler, convogliatore, tubi ecc. ecc…. e tutto ciò che ho smontato precedentemente.

Piccoli consigli

Durante le operazioni, sono stato molto attento al sensore del conta-giri che è collegato all’alternatore. Come è successo a me, può essere toccato o addirittura rimosso, dato lo spazio di lavoro ridotto.

Se vi ricordate avevo smontato il collettore di aspirazione e l’intercooler. Quando li ho controllati, erano molto sporchi di olio , dunque ho approfittato per lavarlo. Ho utilizzato uno  sgrassatore , di una marca molto nota, per poi sciaquare con acqua tutti i componenti. Questa operazione l’ho fatta due volte e in seguito, messo tutto al sole ad asciugare per una intera giornata.

Naturalmente prima di rimontare il tutto gli ho dato una bella spruzzata di aria compressa per essere sicuri che sia tutto asciutto. Questo lavoro non è difficile ma come in tutte le cose ci vuole un pò di pazienza.  Questo è stato il risultato del lavoro.

bty

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Circolo Ricreativo da Mario Palmas Arborea-Oristano
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Testata del Discovery 300.

Oggi parleremo di meccanica. Dopo che il 4×4 ha percorso circa 250.000 Km e qualche probblema di surriscaldamento (Segui il LINK), è arrivata l’ora di rifare la guarnizione testata del Discovery. D’altronde la categoria meccanica, nasce, perchè è grazie al mio fuoristrada che possiamo visitare luoghi stupendi che vi mostro e vi racconto nella categoria Escursioni (Segui il LINK) dunque manutenzione e guasti meccanici fanno parte del gioco!

Processo di smontaggio della testata del Discovery

Ritagliandomi del tempo, nel tardo pomeriggio, ho cominciato a smontare la testata seguendo questa sequenza: tubi di raccordi della turbina (Segui il LINK), filtro aria, scarico dal collettore, collettore di aspirazione e quello di scarico.

La bancata desta ora è libera; passiamo a quella più complessa che è la sinistra. Come prima cosa ho smontato i tubicini del gasolio che vanno agli iniettori, i collegamenti delle candelette, i tubi dell’acqua che vanno al termostato e che collegano alla pompa, il copri-valvole ed il castelletto dei martelletti delle valvole.

Inidicazioni importanti

Mentre estraevo il castelletto sono stato molto attento a non perdere i bicchierini che ci sono tra i martelletti e le valvole. Subito dopo ho estratto i bilancieri mettendoli in un pezzo di cartone in sequenza di come li ho estratti. In seguito sono passato allo smontaggio del corpo testata del Discovery, seguendo la sequenza esatta di smontaggio, questo per non danneggiare la testata.

Sequenza di smontaggio bulloni testa

Questa è la sequenza che bisogna rispettare per smontare la testata.

Quì sotto c’è un breve filmato

Una volta rimossa la testata l’ho messo sul banco e lì c’è stata un’altra sorpresa…..la testata è da buttare. Foto 1 e 2.

Alcuni travasi dell’acqua si sono corrosi sino alla camera di scoppio “Foto 1”

Alcuni travasi dell’acqua si sono corrosi sino alla camera di scoppio “Foto 2”

Conclusioni sul da farsi

Pensando e valutando le cose ho deciso di prendere tutto nuovo! Gironzolando sul web ho trovato tutto il necessario e ho deciso di fare l’acquisto: Testata, valvole, rondelline per gli iniettori, guarnizione testa, 18 nuovi bulloni per stringere la testata e altre piccole cose al prezzo di una testata usata in uno sfascia-carrozze……. Una settimana dopo ecco arrivare il pacco a casa!

Scatola con dentro la testata e accessori
Testata nuova.

Appunto importante!

Durante l’acquisto bisogna fare attenzione che ogni tipo di testata del Discovery ha il suo tipo di guarnizione. Io ho preso la testata maggiorata, che nelle sue note indica il tipo di guarnizione che va ad accoppiarsi con essa. E’ differente dalle classiche. Attenzione durante la scelta!

Fase di rimontaggio

Come un bambino prendo tutto e comincio il montaggio. Prima di tutto, avendo comprato la testata e valvole nuove, ho eseguito un’operazione molto importante: la LAPPATURA delle valvole e cioè dare una finitura di precisione, tramite una polvere o paste abrasive su un supporto metallico simile all’oggetto da lappare. Operazione necessaria e molto importante se si mettono delle valvole nuove in una testata nuova. I due elementi devovono avere una sede di contatto perfetta in modo tale da non sfiatare.

Quì sotto c’è il filmato di come ho fatto la Lappatura delle valvole 

Dopo aver eseguito l’operazione ho lavato ed asciugato attentamente e con accortezza il tutto , ho montato le valvole, con le loro molle, piattelli e rondelle di spessore dopo di che ho iniziato il  travaso dei pezzi dalla vecchia testata  a quella nuova. Questa operazione l’ho fatta a testata già montata.

Testata pronta al montaggio

Adesso, però, faccio un passo indietro: ho pulito il monoblocco , prima con una lametta, poi lucidata con carta abrasiva 1000 a secco, soffiata e poi ripulita con diluente. La fase successiva, è stata di mettere la guarnizione della testa , prendere la testata in due persone, perchè un pò pesantina, e metterla in sede. A questo punto dopo aver messo i bulloni nuovi nei suoi rispettivi alloggiamenti, ho dovuto chiamare un’ parente di casa che ha la chiave dinamometrica ed la piastra graduata essendo io sprovvisto di questi due strumenti. Questa operazione l’ho eseguita in 4 fasi, Dopo di che ho rimontato il castelletto ed eseguito le regolazioni delle valvole.

Sequenza di rimontaggio

Dati tecnici

Il serraggio della testata va fatta, secondo il manuale LR, in 4 fasi:

1° fase, chiusura a 40 NM

2° fase , con la piastra graduata, si stringono tutti i bulloni di altri 60° sempre seguendo la sequenza di serraggio.

3° fase, nuovamente di altri 60° , tutti bulloni , sempre seguendo la sequenza 

4° fase, rispettando la sequenza 1 2 7 8 9 10 15 16 17 e 18 di altri 20°


Piastra graduata per serrare la testata in gradi

Fatto questo ho continuato il montaggio di tutti i suoi accessori: gli  Iniettori,  ed i suoi tubicini di recupero.

Candelette, pulite, spazzolate, rimontate e connesse con i suoi rispettivi collegamenti elettrici. Collettori, raccorderia varia dei tubi che vanno alla turbina ecc ecc….

Monoblocco pronto ad accogliere la nuova testata
Lavoro ultimato

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BARRE PORTA TUTTO Autocostruite

Oggi vi mostrerò come ho costruito delle barre porta-tutto per il mio Discovery 300, in modalità fai da te.

Come le ho costruite le barre porta tutto?

Ho utilizzato dello scatolato 20×20 mm , delle piastre di ferro e ho cominciato a tagliare e saldare. Le barre sono di lunghezza di 1,40 cm e le piastre sono della dimensione di 30 x 12 cm . Per dargli la piega ho effettuato dei semplici solchi precisi con un disco da taglio, usando lo smeriglio da 115 mm.  Fissando la piastra alla morsa , dandogli un pò di pressione a mano l’ho piegata dandogli la forma che desideravo. Dopo di che , con dei punti di saldatura ho fissato la forma. (foto 1)

Foto 1

Per avere tutte le piastre identiche, mi sono fatto la dima, facendo un semplice disegno con il pennarello sul bancone. Dopo, ho tagliato un pezzo di scatolato 20x20mm di circa 22 mm di lunghezza per formare una specie di cubetto, e successivamente tagliato in diagonale. L’ho forato con una punta da 12 mm e saldato (vedi foto 2 e 3)

Foto 2
Foto 3

Nella piastra ho praticato due fori da 12 mm, e nella parte interna, saldati due bulloni, che serviranno per fissare tutto alla carrozzeria (vedi foto 4 e 5).

Foto 4
Foto 5

Progettino con misure delle barre porta tutto

Un disegna dove sono indicate la misure per la realizzazione delle barre e dei suoi accessori
Un disegna dove sono indicate la misure per la realizzazione delle barre porta tutto e dei suoi accessori

Lavoro ultimato

Foto della barra ultimata e montata

Nella foto in alto si vede il lavoro ultimato delle Barre-Portatutto già montate.
Le barre costruite sono 3 perchè in mente ho la realizzazione del tendalino posteriore (segui il LINK), posteriore ed un portapacchi.
Spero che serva a qualcuno che vuole cimentarsi in questi lavoretti. Credo che sia una cosa utile scambiarsi le idee per realizzare qualcosa con le proprie mani.

Materiale Utilizzato

Piastre di ferro da 4 mm

Scatolato 20 x 20 mm

Dadi e bulloni del 13 mm

Accessori

Disco da taglio da 1.5 mm

Disco di carta abrasiva grana 80

Punte da 12 mm per ferro

Utensili per la realizzazione

Smeriglio da tagli

Trapano

Saldatrice

La piastra Porta-Verricello

Impianto per la Doppia_Batteria

Casse Porta-tutto

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Camperizzazione del mio 4×4 parte 2

SERBATOIO DELL’ACQUA

Salve ragazzi. Oggi vi mostrerò come ho installato l’autoclave per pescare l’acqua da una semplice tanica da 20 o da 10 litri, per accomodare le mie esigenze , sia per lavarmi le mani che per lavare piatti e le stoviglie.

Proseguiamo la Camperizazione del mio 4×4 (segui il LINK) . Oggi mi sono procurato due taniche da 20 lt ed ho sfruttato i due spazi laterali nel cofano, smontando i sedili del sesto e del settimo posto, dato che sto parlando di un L. R. Discovery 300 . In questa nicchia gli ho inserito la tanica , ma prima ancora, sul fondo del pavimento ho posizionato l’autoclave alimentata a 12V. con un piccolo ripiano. (Foto 1 della Camperizzazione).

Tramite un tubo di gomma , pesca dalla tanica e la convoglia direttamente al rubinetto, Da questo con un raccordo (come in foto 4 della Camperizzazione), posso diramarla con delle prolunghe in tutte le posizioni dell’auto, sia nello sportellone posteriore, per lavare le stoviglie che sul lato dell’auto per farsi una bella doccia dopo aver passato una bellissima giornata al mare.

Direttamente dalla batteria ho tirato un cavo positivo rosso (+) con un fusibile da 20 A , posizionato vicino alla batteria, un interruttore e due prese tipo accendi-sigari per alimentare l’autoclave nel cofano posteriore.

La presa di alimentazione dell’autoclave è la classica presa per accendisigari, predisposta già all’acquisto. Per quanto riguarda le tubazioni ho usato il classico tubo da giardino. Un impianto semplice, economico ma efficiente.

Accessori e il materiale che ho utilizzato per la mia Camperizzazione

  • – Tubo classico da giardino
  • – Autoclave a 12V
  • – Rubinetto e raccordi
  • Fascette in ferro per stringere i tubi
  • – N° 2 prese per accendino
  • – Presa classica per alimentare l’autoclave
  • – Interruttore
  • – Tanica da 10 litri
  • – Taniche da 20 litri
  • Disinfettante apposito per l’acqua o la classica AMUCHINA. (Rispettare le dosi)
  • Piccoli pezzetti di tubo , di diametro minore per raccordare i tubi all’autoclave
  • Viti per legno
  • Tavoletta di multistrato
  • n° 2 accendisigari
  • – Capicorda

Attrezzatura usata:

  • –  Forbici
  • –  Avvitatore
  • –  Seghetto alternativo
  • –  Pinzatrice per fissare la moquette

Foto illustrative

(Foto 1) Camperizzazione: autoclave con la descrizione dei tubi dell’andata e della mandata dell’acqua.
(Foto 2) Tubo di pescata dell’acqua.
(Foto 3) Interruttore di alimentazione con in evidenza un rubinetto di sicurezza.
(Foto 4 ) Tanichetta da 10 lt ed in primo piano il raccordo di innesto per inserire le prolunghe.
(Foto 5) Tubo di uscita dell’acqua.
(Foto 6) Prese di accendi-sigari, alimentate e con un fusubile da 20 Amp, per alimentare l’autoclave.

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Camperizzazione del mio 4×4 Parte1

Camperizzazione – allestrimento piano cottura

Una delle cose essenziali per avere una comodità di tipo base in un 4×4 è la Camperizzazione. Il significato di Allestimento è l’arredo di componenti permanentemente oppure no in modo da permettere il soggiorno dei suoi occupanti. Nel caso di un 4×4, l’allestimento deve essere costruito in parte all’interno e in parte all’esterno in modo provvisorio e facile da smontare. Volete saperne di più? seguitemi in questo articolo che spiegherò che cosa ho fatto newl mio Discovery per rendere il viaggio più confortevole.

Il Piano-Cottura

Come prima cosa, per iniziare la camperizzazione, ho realizzato il piano cottura che serve per appoggiare il fornelletto a gas, con delle prolunghe scorrevoli in modo da appoggiare una bacinella in silicone ripieghevole per utilizzarla per la verdura, o per lavare i piatti una volta finito il pranzo.

Accessori utili per la costruzione
Binari di 40 cm
Ripiano posizionato con le cerniere e dei nastri arancioni , molto resistenti , come fine corsa
Cerniere dei mobili
Durante le misurazioni, ho posizionato , senza fissare nulla, tutti gli accessori per alloggiare il lavandino
Fissaggio dei binari al ripiano per mezzo di rivetti.
Ripiano ultimato.
Camperizzazione e allestimento ultimato del piano cottura: Fornellino da campo, Lavandino ripieghevole in silicone, luce a led a batteria per illuminare durante la notte.

Materiale utilizzato

Per costruirlo ho utilizzato :

  • una lastra di acciaio.
  • una maniglia
  • dei cardini per i mobili
  • del nastro in tela delle cinghie a crik per carico
  • due guide per cassetti scorrevoli in ferro
  • chiusure a clik
  • rivetti da 3mm
  • Viti autoforanti da ferro

Descrizione per iniziare la camperizzazione

Ho preso la lastra in acciaio di spessore 1mm, l’ho tagliata alle dimensioni di 500mm x 400mm, gli ho praticato dei fori da 3,5mm con un punta da ferro per mezzo di un trapano ed gli ho fissato i cardini con dei rivetti alla stessa piastra.

In un negozio vicino al mio paese ho trovato una bacinella in silicone ripieghevole, utilissima e molto comoda , dato che si ripiega su se stesso e si può riporre in piccoli spazi. Per utilizzare al meglio e rendere un unico ripiano per cucinare, lavare la verdura, le posate, ho aggiunto delle guide in ferro scorrevoli e le ho fissate con i rivetti. Queste (come in foto) si allungano e creano un alloggiamento per il contenitore in silicone. Si passa alla maniglia e poi alla chiusure a clik, il tutto fissato con rivetti. Ultimato il montaggio dei componenti , con delle viti autoforanti da ferro ho fissato il ripiano allo sportellone dell’auto. Le cinghie mi servono per reggere il tutto e tenere tutto a livello.

Qui sotto, il video di un amico che ha iniziato così la camperizzare del suo camion. Guardatelo è un grande….

Attrezzatura e utensili utilizzati

Il risultato finale

Ripiano per appoggiare oggetti che può trasformarsi in piano cottura , all’occorrenza.
Camperizzazione e alestimento interno del mio baule dell’auto. Questa è un versione che ho adottato. Ma c’è da lavorare perchè si deve sempre migliorare

Nella foto sopra c’è il primo allestimento fai da te, per il baule che ho adottato. Ma ho in mente di aggiornare e ricostruirlo in tutt’altro modo. Come si può notare il lavandino in silicone , ripiegato , viene posto in uno spazio veramente ridotto.

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Impianto doppia batteria

Migliorie per otimizzare il 4×4

Buon giorno gente. Oggi mostrerò come ho fatto l’ Impianto doppia batteria al mio fuoristrada , un L. R. Discovery 300, in modalità “fai da te” Seguendo i consigli di un’amico che ha passato una vita con i camion, mi sono sentito di adoperare il suo metodo, semplice, economico, efficace e senza troppi fronzoli. Volete saperne di più? Seguitemi nella lettura.

Descrizione parte1

Per prima cosa, sfruttando lo spazio vuoto, ho posizionato la batteria secondaria di fronte alla scatola del filtro dell’aria. Preso tutto l’occorrente in un negozio di materiale elettrico, ho cominciato a lavorarci. Prendendo delle misure per il taglio del cavo ho tagliato circa 2,5 mt di cavo rosso (+) e collegato i rispettivi poli (+) di entrambe le batterie. Per la massa ( – ) ho preparato uno spezzone di cavo nero , circa 30 cm con morsetto e capicorda nuovo, ed usufruendo di fori già esistenti nella carrozzeria con un bullone ed un dado ho collegato la massa (Negativo). Prima di collegare ho carteggiato il punto di contatto, sino aportare il ferro a vista.

Descrizione parte2

In seguito viene interrotto il cavo (+) nelle vicinanze della batteria secondaria, per inserire uno Stacca-batteria da 100 A . Tutto questo questo per rendere indipendenti le fonti di energia, e in occorrenza, ricaricarla dall’alternatore.

Il cavo principale Rosso (+) che va diritto verso il motore, insieme a quello rosso che va alla scatola dei fusibili, viene tutto dirottato ad un secondo stacca batteria nautico da 250 A, posizionato dalla parte opposta del vano motore. Questo, serve per interrompere la corrente di tutta l’auto in caso di spiacevoli inconvenienti o per semplici manutenzioni elettriche.

Preparo un nuovo cavo rosso (+) di circa 50 cm con un’altr morsetto da batteria ed un capicorda nell’altro estremo e questo va a collegare la fonte di energia primaria con lo Stacca Batteria da 250 A.

Durante tutto questo lavoro ho aggiunto un’altro cavo rosso (+) da circa 80 cm che va dalla batteria primaria ad un’altro Stacca Batteria da 100 A , per far funzionare il verricello (segui il LINK).

Utilizzo batteria di servizi

L’ Impianto doppia batteria serve per alimentari le utenze di supporto tipo: frigorifero, luci secondarie (segui il LINK), compressore autoclave per l’acqua e tante altre cose che si possono usufruire durante le soste, in modo da non utilizzare la batteria primaria. Poi la mattina, prima di riprendere la marcia, con lo stacca-batteria colleghi il tutto e l’alternatore, ricarica il suo fabbisogno.

Accessori utilizzati e materiali acquistati

  • – Batteria
  • – Cinghia a Cricchetto per ancorare la batteria
  • – Morsetti da batteria n° 3
  • – Capicorda per cavi batteria
  • – Guaina termo-restringente colore rosso
  • – Stacca-Batteria da 100A n° 2
  • – Stacca-batteria Nautico da 250A
  • 4 mt di cavo batteria colore rosso
  • 1 mt di cavo batteria colore nero
  • – Capicorda per fili elettrici maschi e femmina
  • – fascette di plastica per fermare il tutto e fare un lavoro ordinato
  • – Rivetti
  • Accessori utilizzati:
  • – Tronchese
  • – Forbici
  • – Morsa e Pappagallo per chiudere i capicorda dei cavi
  • – Nastro isolante Nero e Rosso
  • – Piastrine per ancorare lo Stacca-Batteria da 250A
  • – Rivettatrice
  • – Trapano/avvitatore

FOTO

Progettino che ho disegnato per realizzare il mio impianto doppia batteria
Immagine con le indicazioni e i componenti che ho utilizzato

Immagine con le indicazioni e i componenti che ho utilizzato “seconda parte”

Immagine con le indicazioni e i componenti che ho utilizzato
Posizionamento della batteria ausiliaria fronte scatola filtro aria

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piastra porta verricello

REALIZZAZIONE PIASTRA E MONTAGGIO VERRICELLO

Buon Giorno a tutti. Oggi vi mostrerò come ho montato il verricello nel mio Discovery 300, con una piastra-porta verricello fatta quasi tutta in casa.

Inanzi tutto , non avendo nè materiale e nè piegatrice, mi son dovuto rivolgere ad un fabbro.

DESCRIZIONE

Il primo passo che ho fatto è stato di costruire la piastra porta verricello (segui il LINK) in legno multistrato, come se fosse la vera piastra.. Ho rispettato le distanze , tutti gli spazzi a disposizione e tutti i fori per ancorare la stessa al telaio.

Fatto questo, ho riportato su carta le misure reali e poi mi sono rivolto al fabbro. Taglia e piega, il tutto mi è costato una quarantina di Euri. Ho adoperato una piastra da 8 mm, e una volta tornato a casa ho effettuato i fori che occorrevano ( tutti con una punta da 13 mm), e i tagli che servivano per inserire il collegamento della piastra para-tiranteria.

Oltre che usufruire dei 4 fori laterali, due destra e due sinistra, ho praticato tre fori , sempre da 13 mm che attraversano il longherone frontale del telaio . Piazzata la piastra, posizionato il verricello e i cavi di collegamento, la scatola dei solenoidi , il paraurti e la mascherina , a fine dei lavori il risultato è stato quello che volevo: il verricello c’è ma non si vede perchè è tutto nascosto. Questa era la mia intenzione ed il mio progetto.

Come bocca per il cavo ho adottato una bocca in ghisa , avendo il cavo in acciaio (segui il LINK), e per nascondere il gancio e la bocca ho costruito un porta-targa apposito in scatolati di alluminio 40 x 20 mm per poi fissarlo al paraurti con due cerniere.

L’unica cosa che non ho fatto è stata una feritoia per arrivare alla frizione del Verro, per staccarla manualmente. Non l’ho fatto per tenere integra la mascherina.

MATERIALE UTILIZZATO

– Multistrato da 10mm

– Viti da legno

– Angolare per legno

– Piastra 8 mm in ferro

– Fascette di plastica

– Piastrine in ferro (per ancorare la scatola dei solenoidi)

– Scatolato di alluminio 40×20 mm

– Cerniere classiche per legno (porta-targa)

– Una molla

– Rivetti

ATTREZZATURA E UTENSILI UTILIZZATI

– Trapano/Avvitatore

– Smeriglietto da 115mm

– Punta da 13mm da ferro

– Dischi da taglio da 115 mm x 1 mm

– Forbici

– Seghetto alternativo per legno

– Morse per legno o Sergenti

– Piedistallo

– Rivettatrice

FOTO ILLUSTRATIVE

Sulla destra della piastra in legno c’è uno spazio, adiacente alla vite, che servirà per ancorare anche la para-tiranteria.
Indica il posizionamento per l’ancoraggio al telaio.
Posizionamento del Verricello per misurare gli spazi e i fori da esercitarte durante il montaggio.
Quì c’è il progettino originale , dopo aver preso le misure. 
La scatola dei solenoidi verrà fissata in mezzo ed in alto alle due sbarrette oblique
1 à prova di montaggio, con piastra il legno.
Montaggio della piastra e del verricello. Fase 1
Montaggio della piastra Para_tiranteria, paraurti e mascherina. Fase 2.
Lavoro ultimato, prima di fissare il porta-targa e la bocca in ghisa per il cavo
Porta_Targa ffatto su misura per nascondere gancio , cavo e bocca in ghisa. Fase 3.
Ecco il risultato di quando si utilizza il Verricello.
Risultato finale. Montaggio verricello a scomparsa.

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Differenziale posteriore del Discovery 300

Ho fatto danno! Differenziale-posteriore del Discovery 300

Una delle cose che vorrei esporvi, oltre ai luoghi in cui vado , curiosità, accessori che compro e realizzo,  AIME’ , sono i guasti meccanici che si vanno incontro percorrendo delle strade impervie. In questo caso vi mostro come ho fatto a sostiturire il Differenziale-posteriore del Discovery 300

In un Week end, dopo aver effettuato delle manovre un pò irruente per attraversare un’ostacolo, mi sono accorto che non avevo più trazione nella trasmissione posteriore. Posizionata l’auto in modo più favorevole ho attraversato l’ostacolo con un tiro di verricello, decidendo di riprendere l’asfalto più vicino.

Smontiamo!

Non avendo più trazione, ho inserito il differenziale centrale, per poi rimettermi in moto. Arrivato a casa ed esaminato il probblema, ho iniziato lo smontaggio.  Dopo aver messo la macchina sui cavalletti, ho smontato le gomme, svitato i 5 bulloni da 17, e poi sfilato con cautela i semiassi. Ho svuotato l’olio del differenziale e riposto in un barattolo per smaltirlo negli appositi centri, smontato l’albero di trasmissione, per poi passare alla boccia del Differenziale-posteriore . E questa era la situazione , se vedete la foto in basso.

Il corpo differenziale è danneggiato (foto 1)
Satelliti e planetari danneggiati (foto 2)
Perno spezzato in 3 pezzi, con residui di ferro, satelliti e planetari logori. (foto 3)

In conclusione, il differenziale è da sostituire. Con grande stupore, data l’entità del danno , la coppia conica era intatta. Dopo un paio di telefonate e l’aiuto di un caro amico, finalmente porto a casa il pezzo di ricambio.

E adesso ? Rimontiamo!

Si comincia a rimontare il tutto….. Dopo aver smontato la corona e rimontata nel nuovo corpo Differenziale posteriore del Discovery 300 , ho alloggiato il tutto nella gabbia porta-pignoni. A questo punto, proseguo con il fissaggio delle torrette, tramite i dadi di regolazione dei cuscinetti, e con lo stringere i bulloni in modo approssimativo; per ora. 

Particolari del corpo differenziale. (foto 4)
Pera,  priva di differenziale. (foto 5)
Nuovo Differenziale-posteriore , pronto al montaggio. (Foto 6)
Fasi di montaggio (foto 7)

Si misura con grande attenzione

A questo punto ho iniziato le regolazioni vere e proprie, spostando il corpo Differenziale posteriore del Discovery 300 tutto verso sinistra come in foto 7 , sino a che , la corona ,non aveva più un movimento, tramite le viti grandi di regolazione dei cuscinetti laterali. A questo punto ho svitato, a poco a poco, l’altra vite opposta sino ad arrivare ad una misura di 0.15mm con il comparatore del gioco corona-pignone. Questa distanza è data dal manuale della Land Rover che parla di stare tra 0.10 a 0.17 mm. Si passa , sucessivamente a stringere i bulloni delle torrette a 90 Nm di carica con una chiave dinamometrica. Fatto questo ho preso il tutto e rimontato nell’auto. 

Regolazioni e fissaggio a 40 Nm. (foto 8)
Misurazione gioco corona-pignone con comparatore: da 0.10 a 0.17 mm. (foto 9)
Misurazione ottenuta definitiva, dopo la regolazione e fissaggio, di 0.15 mm. (Foto 10)

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Circolo Ricreativo da Mario Palmas Arborea-Oristano

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Costruire il proprio 4×4

Come puoi costruire il proprio 4×4 definitivo per i tour?

Visitare la Sardegna in 4×4 è incredibile e ti permette di vedere alcuni luoghi stupendi, meravigliosi e fare esperienze che ricorderete per il resto della vostra vita. Quando passi giornate intere o addirittura delle settimane in un 4×4, ci sono molte cose che puoi fare per rendere la tua vita più facile e agevole lungo le strade. Il passo più importante è costruire il proprio 4×4 adatto alle tue esigenze individuali. Non ha senso montare accessori che poi ti renderai conto che non sono necessari. Sarebbe costoso, probabilmente appesantirai il tuo 4×4 e non necessariamente migliorerà comunque la tua vita durante il tour.

Viviamo in un paese davvero straordinario. Ci sono bellissime spiagge, montagne fantastiche, boschi incontaminati, gemme nascoste in Sardegna, in tutta Italia che potresti esplorare e non basterebbe una vita. Migliaia di persone ogni anno trascorrono settimane viaggiando in questo fantastico paese.

Una cattiva configurazione dell’accampamento rovinerà la tua esperienza di un tour. La buona notizia è che oggi ci sono più modi per accamparsi comodamente che mai. Alla fine di una lunga giornata al volante, vuoi essere in grado di scendere dall’auto e organizzare rapidamente il tuo accampamento e che sia pulito, asciutto per preparare la cena e dormire. Che si tratti di una tenda da tetto, di una tenda a installazione rapida, ci sono molti modi in cui puoi passare una notte sotto le stelle. Ricordo a tutti che in Italia, il campeggio libero è proibito, ed è cosa giusta passare la notte in apposite strutture, tpo: campeggio; agricampeggio o strutture extra alberghiere che potrebbero essere autorizzati a campeggiare all’aperto.

Deve essere un modo rapido se ti muovi spesso, con uno sforzo limitato e, soprattutto, devi sentirti a tuo agio durante la notte o non ti divertirai affatto. Il 4×4 che scegli deve essere affidabile e semplice. Se è necessario devi saper armeggiare con le riparazioni su strada, se no altrimenti il tuo viaggio può diventare un’incubo. C’è un detto sulle auto: veloce, economica e affidabile.

L’affidabilità è fondamentale quando si viaggia e spesso ciò significa attenersi a una configurazione già provata sul campo e che non ha stravolto la meccanica dell’auto. Nonostante l’enorme scelta di negozi e di parti meccaniche per modificare e costruire il proprio 4×4, lo possono comprovare un gran numero di viaggiatori che non hanno un ampio elenco di modifiche sul mezzo.

Anche nel mondo della camperizzazione, ormai ci sono luoghi dove scegliere i propri prodotti ed una vasta scelta su questo argomento. Io personalmente mi sono autocostruito tutto , per quanto riguarda la camperizzazione, cassettoni e armadietti vari, dato che il fai-da-te, è una cosa che mi ha sempre attirato, ma da anche tanta soddisfazione.

Il tuo veicolo deve essere affidabile, e deve essere usato per cui è stato progettatto , anche con le tue modifiche. Dovrebbe essere ben curato, gli attrezzi devono essere riposti in modo corretto e avere i giusti dispositivi di sicurezza. La preparazione del tuo veicolo non deve essere estremo con kit di sollevamento e pneumatici esagerati;  una configurazione di sospensione e pneumatici fuoristradistici, tutti di buona qualità è la combinazione perfetta per affrontare una vacanza in mezzo alla natura e avventurosa.

Oggi ci sono un certo numero di 4×4 in circolazioni, con modifiche che potrebbero essere anche discutibili. Il problema durante il tour è che se il tuo 4×4 non è funzionale, il viaggio sarà più impegnativo. Durante i giorni che trascorri in vacanza, capirai i punti di forza della tua auto e i quelli negativi. Il tutto deve essere memorizzato, per poi intervenire e modificare secondo le proprie esigenze. Questo per quanto riguarda la meccanica che per la camperizzazione. Non è facile trovare al primo approccio la soluzione ideale.

Ci sono molte cose che rendono funzionale un tour 4×4:

Illuminazione

Non c’è niente di meglio che avere un impianto di luci a 12 V ben posizionate che facilitano la sistemazione del campo base e lo smontaggio, la preparazione dei pasti e ai compiti quotidiani. Se guidi di notte, un illuminazione di qualità farà la differenza.

Acqua

Acqua potabile pulita e facilmente accessibile renderà il tuo viaggio ancora più piacevole. Le taniche sono comode,i serbatoi d’acqua sono ancora meglio. Se a un lato della tua auto o all’interno puoi aprire un rubinetto per prendere l’acqua, è una cosa molto utile e comoda.

Frigo a 12V

Non troverai tanti fuoristradisti privi di frigor. Oggi sono economici rispetto tempo fa, e possono essere facilmente gestiti senza molti cosumi di corrente. Nulla è paragonabile alla possibilità di portare con te tutto il cibo che desideri o di prendere una bibita fresca in qualsiasi momento della giornata.

Autosufficenza del mezzo

Se viaggi e rimani a contatto con la natura per un po ‘di tempo, il tuo fuoristrada deve essere accessoriato e funzionale. Questo si riferisce ad acqua, carburante, cibo, servizi igienici e apparecchiature apposite per far funzionare i tuoi accessori. 

Ripari dagli aggenti atmosferici

Se non hai qualcosa per proteggerti dagli elementi, avrai un viaggio difficile e spiacevole. Ripararsi dal sole, dalla pioggia o dal vento potrebbe rovinare la tua vacanza. Ci sono molti modi per evitarlo: le tende da sole sono un’ottima soluzione o chiamati anche tendalini, così come i gazebo o più belli e costosi i gazebi ad ala di gabbiano.

Il pranzo non organizzato

Mettersi in un lato della strada, in una piazzuola o in un spiazzo in campagna per una pausa e o preparare il pranzo in un 4×4 ben organizzato e progettato è un piacere. Se puoi avere un posto per sederti all’ombra, preparare il cibo in modo facile e rapido, senza smontare la macchina o avere la metà dei bagagli fuori dall’auto, vuol dire che hai raggiunto la giusta configuarazione.

L’Esperienza del viaggio nella tua 4×4

Se viaggi spesso con il tuo 4×4 e lo fai da molto tempo probabilmente sai cosa funziona e cosa no nella tua predispozione della camperizzazione e nella meccanica dell’auto. Una volta che hai raggiunto la tua perfezione, ci sarà sempre che da migliorare nell’auto…..Non avere fretta di usare e collaudare sul campo e costruire il proprio 4×4: usalo, vedi cosa funziona e dove ci sono le mancaze, quindi fai un piano di lavoro per migliorarlo.

Conclusione

Visitare la Sardegna e tutta la nostra Italia è una delle cose che bisognerebbe fare. Nel mio piccolo stò cercando di conoscere a pieno la mia isola e devo dire che se uno è organizzato con il proprio 4×4, può trascorrere diversi giorni in mezzo alla natura, visitando spiagge bellissime e cristalline, montagne ancora incontaminate, siti d’interesse naturalistico (questo a piedi), e siti archeologici, in tutta comodità e con i piccoli piaceri della vita. Che volere di più? Ora hai degli input per iniziare a “costruire il proprio 4×4” anche in modalità fai-da-te.

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TENDALINO POSTERIORE “FAI DA TE”

Buona giornata a tutti. Oggi, ho voluto realizzare un tendalino “fai da te”, anzi da me , nella la parte posteriore dell’auto per continuare la camperizzazione del mio Discoverone. Questo l’ho voluto costruire per creare un riparo dal sole o dalla pioggia. Le dimensioni sono tali da poter cucinare in tranquillità e piazzare un tavolino da campeggio. Cosa ho  utilizzato?

Nel mio garage vige la legge che “non si butta via nulla “. Avevo un gazebo rotto in un angolino ormai depositato lì da un pò di anni. Quello sarebbe stato il futuro telaietto per il tendalino posteriore. Mentre per quanto riguarda il telo, ho usato quello classico verde e azzurro che era stato acquistato quest’inverno per coprire la legna, ma anche questo riposto nello scaffale e mai utilizzato. Cosa molto interessante è stata la spesa: veramente inrisoria. Nel mio caso 5 € per il telo.

Iniziamo a costruire

Preso il telo e tagliato a misura 2,50 m x 1,20 m. Nel portapacchi ho fissato due parti di tubi tondi del gazebo, poi in seguito ho innestato altri tubi sino ad arrivare alla misura che desideravo. Di seguito, ho collegato con altrettanti tubi con un sistema a molla, formando un vero e proprio telaio.

Passiamo al telo

Usando sempre resti di un gazebo rotto, composto da piccole asticelle di scatolato ho preso due spezzoni da un metro e a modo di “SANDWICH” ho inserito il telo in modo da dargli un buon fissaggio con dei bulloncini da 6 mm. Con due angolari fissati alle asticelle ho bloccato il tutto alle barre porta-tutto con dei bulloni e viti da 13mm. Nell’altro capo ho fissato altre due asticelle da metro per fare da contrappeso e per stirare il telo una volta aperto. Aggiunti quattro anelli al telo l’ho srotolato e legato con degli scratch ai tubi . l mio lavoretto è ultimato e  questo è il risultato. Come dice un mio amico ” poca spesa , molta resa”, e su questo sono d’accordo. Buon lavoro

Particolare del telaio e dei rinforzi in tubi con sistema a molla.

Foto illustrative

Particolare delle barre porta-tutto prima di essere forati per fissare il tendalino

Tendalino pronto al montaggio gia con il telo fissato
Montaggio del tendalino con due bulloni del 13 mm
Particolare cxon il tendalino fissato alle barre porta-tutto
Quì stò srotolando il telo
Tendalino arrotolato con degli scratch
Lavoro finito. Sotto, si può cuciunare, piazzare il tavolino per stare a riparo del sole o in caso di pioggia
Tendalino posteriore

Spero che il mio operato serva a qualcuno che vuole cimentarsi in questi lavoretti. Credo che sia una cosa utile scambiarsi pareri e informazioni. A me dà molta soddisfazione.


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